| Dove va l’economia santacrocese? |
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| Scritto da Salvo Dimartino | ||||||
| Mercoledì 10 Giugno 2009 12:40 | ||||||
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A questo interrogativo dovranno dare risposte la politica e, in secondo luogo, l'imprenditoria locale. Bisogna prendere atto della crisi profonda che sta attraversando il comparto agricolo, forza trainante della nostra economia, ma ormai da diversi anni assistiamo a una lenta quanto irreversibile crisi del settore. In questo ultimo anno, complice anche la crisi economica a livello mondiale, la forbice si è allargata mettendo a nudo tutte le contraddizioni del comparto: la mancata innovazione nelle strutture serricole, la difficoltà nella commercializzazione dei prodotti, gli altissimi costi di gestione che non consentono ai nostri produttori di essere competitivi. Ma anche la concorrenza sleale che arriva dalle sponde africane ha acuito quel senso di impotenza che attanaglia i produttori locali. Allora che fare? E qui le scelte politiche dovranno dare delle risposte. Potrà essere il turismo di massa la nuova frontiera? Potrebbe. Ma ci vogliono infrastrutture, ci vogliono posti letto a prezzi competitivi, ci vuole un'inversione di tendenza anche nelle procedure burocratiche. Pensate che i locali dislocati sui lidi, aperti solo nei mesi estivi, non possono produrre musica dal vivo oltre le undici e mezza della sera: un'aberrazione vera e propria. Decine di lacci e laccioli per poter usufruire dei tanti permessi, l'aumento indiscriminato delle tasse per le concessioni che, a quanto pare, sono addirittura sono retroattive. Come si pensa di ovviare a queste problematiche? Ci sarà l'impegno della politica a risolvere tutto ciò? Chiaramente non può essere soltanto la politica locale a dover dare le risposte giuste: è necessario che anche la Provincia Regionale e la Regione Sicilia legiferino in maniera oculata onde consentire a quegli operatori coraggiosi di poter lavorare in tranquillità e di poter realizzare i giusti guadagni che frutterebbero eventuali nuovi investimenti. Le entrate a regime del nuovo porto turistico di Marina di Ragusa e l'avvio dell'aeroporto di Comiso daranno probabilmente una mano. Chissà. Si dovrebbe investire sulla rete stradale dell'intera provincia, che, a parte qualche rara eccezione, è in uno stato pietoso. Tirando le somme, scelte difficili e coraggiose attendono la politica. Speriamo che sia all'altezza della situazione.Salvo Dimartino
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Giugno 2009 11:14 |
