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“Non mi sorprendono i risultati messi a segno dai militari dell’Arma a seguito dei controlli a tappeto di questa estate, ma, a mio avviso, l’effetto Montalbano ha fatto catalizzare l’attenzione eccessivamente su Punta Secca, in generale sul litorale santacrocese, e poco, per non dire affatto, in direzione delle altre zone della riviera”. Antonello Firullo, rappresentante della Fiba Confesercenti regionale, appreso delle denunce a 69 persone per abusivismo lungo la costa, condivide la battaglia posta in essere dalle forze dell’ordine e volge un plauso per il risultato. Ma si interroga sul perché di tanta attenzione, mediatica e non, solo sulla frazione di Punta Secca. “Quando invece – continua ancora Firullo – io stesso, nel 2008, avevo presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Ragusa per un problema analogo nella vicina Punta Braccetto, la chiusura a mezzo catene dei viali che portavano sul demanio marittimo. Ma nulla si è mosso”. Firullo rammenta le disposizioni di legge in merito. “Ci deve essere un varco a mare ogni 150 metri – ha chiarito – lasciato libero, anche facendo spazio nel terreno privato, che ricada sulla spiaggia, bene comune che deve essere fruito da tutti. Ma nelle zone in questione s’è visto veramente di tutto. Serre a cascata sull’arenile, tra le altre cose. Sono felice che si sia iniziato ad agire in questo senso, ma i controlli e i provvedimenti devono essere allargati a tutta la zona costiera iblea”. Al fianco di Firullo già negli anni scorsi, nella battaglia per la salvaguardia del territorio, ed in particolare, delle spiagge locali, anche Rosario Pluchino, ora assessore comunale di Santa Croce, ma già consigliere agguerrito e attento alla questione negli anni dell’amministrazione Schembari. “Se saranno confermati questi abusi – ha detto Pluchino – le cose andranno, senza dubbio, sistemate. Dobbiamo difendere e tutelare la nostra fascia costiera e salvaguardarla da ogni minaccia. Se abusi sono. Le spiagge, così come la costa tutta, per noi rappresentano una risorsa”. Anche Gianni Giacchi, membro del direttivo di “I love Punta Secca”, associazione nata a difesa del territorio locale proprio a seguito delle vicende di questa estate, ha espresso la sua idea a riguardo. “Il territorio nostrano è e resta comunque genuino. Purtroppo la nostra costa paga lo scotto di una eredità che viene da lontano”.

 

Fonte: La Sicilia

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