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Gli aggettivi qualificativi della nostra odierna civiltà tipizzano dei fenomeni sociali che, a ben ragione, risaltano sulle pagine degli organi d’informazione.

L’Associazione Onlus ‘Centro Risvegli Ibleo’, nata dalla volontà del Signor Carmelo Tumino di realizzare per la comunità iblea, e non solo, un centro per la riabilitazione dei neurolesi, con la collaborazione spontanea dei dottori Rocco Bitetti, Lucia Cascone, Mariano Conticello, Adriano De Nicola, Alessandro Tumino e Salvo Marchese, è già ospitata all’interno dell’ex-Ospedale G. B. Odierna a Ragusa, con dieci posti letto che permettono di seguire i malati in stato vegetativo con maggiore vicinanza, non solo dal punto di vista medico, ma anche affettivo.

Per i ‘silenziosi’ parlano e agiscono le loro famiglie. Le istituzioni hanno dimostrato di ‘sentire’ chi parla pur restando in silenzio: il Comune di Ragusa ha già donato un terreno di 9000 mq ubicato nei pressi della piscina comunale ed esiste già un progetto per la realizzazione della struttura; l’Assessorato provinciale al Territorio e Ambiente ha già messo a disposizione il settore Geologia e Geognostica per la redazione dello studio geologico, già consegnato, necessario per il progetto esecutivo della struttura; l’ASP 7 di Ragusa ha istituito la SUAP (Speciale Unità di Accoglienza Prolungata), cioè l’unità operativa che assicura l’assistenza alle persone in stato vegetativo, che, con la collaborazione di sei unità di personale tra medici, neurologi e psicologi forniti dal Centro Risvegli, potrà garantire un’assistenza ottimale a questi pazienti.

Altro discorso riguarda gli ‘invisibili’ di Ragusa, ma non solo, anche tutti gli altri ‘invisibili’ che nelle nostre città sono in attesa di un lavoro, qualsiasi lavoro, purché non manchi l’essenziale alle loro famiglie. In questi casi le istituzioni camminano lentamente, giustificati parzialmente dal momento di crisi finanziaria, e ben pochi spiragli s’intravedono per la soluzione della vicenda. Il diritto al lavoro è garantito dalla nostra Costituzione, opportuno ricordarlo ogni tanto a chi ‘lavorando’ in politica ha il dovere di produrre idee e azioni concrete per la comunità che gli ha ‘procurato’ il lavoro.

I diversamente abili in prima persona stanno organizzando delle iniziative tendenti a sensibilizzare le istituzioni sul loro diritto a essere ‘indipendenti’. Un esempio è dato dall’Associazione Mo.V.I.S. (Movimento Vita Indipendente Sicilia) ha presentato il progetto “Vita Indipendente” al deputato regionale del Pd Pippo Di Giacomo. Questo progetto si oppone all’internamento negli istituti mirando all’autodeterminazione e al pieno inserimento in società dei disabili gravi. L’onorevole Di Giacomo si è detto favorevole al progetto e probabilmente sarà cofirmatario della proposta di legge in materia. Molto probabilmente, altre associazioni di diversamente abili hanno difficoltà a potersi raccordare con le istituzioni. La ‘politica’ potrebbe rendersi promotrice della nascita di una Conferenza permanente di queste associazioni?

Ermocrate

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