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Il ‘Donnafugata Resort’ non rispetta i vincoli archeologici? Scattano le indagini della Procura

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Il sostituto procuratore della Repubblica, Marco Rota, ha avviato delle indagini nei confronti del più suggestivo e lussuoso centro turistico della provincia iblea: il ‘Donnafugata Resort’. Albergo a cinque stelle lusso, con 8 sale meeting e due campi da golf, situato in un contesto naturalistico di grande impatto, a pochi chilometri fra i maggiori centri del barocco tutelati dall’Unesco, rischia una vera e propria amputazione. Si indaga sulla concessione di autorizzazioni effettuate dal comune di Ragusa e dalla Sovrintendenza ai beni culturali per la costruzione di un immobile del villaggio che sarebbe stato realizzato contravvenendo ai vincoli archeologici a cui la stessa area è sottoposta. Infatti a pochissimi chilometri sorge il Museo Archeologico di Kamarina e lo stesso sito internet, che pubblicizza il Resort, evidenzia che a circa 100 metri da una delle buche di uno dei campi da golf sorge una necropoli greca del VI sec. A. C. che è possibile visitare. Legambiente aveva già denunciato il fatto nel 2009, senza aver sortito alcun effetto in quanto i lavori erano proseguiti ugualmente dopo l’ottenimento dell’agibilità richiesta. A tal proposito gli inquirenti stanno approfondendo l’esistenza di eventuali responsabilità a carico del Comune di Ragusa e della Sovrintendenza ai beni culturali. Il rischio sarebbe quello di veder demolire l’ala incriminata del Resort e infliggere un ulteriore duro colpo all’economia turistica, già fortemente provata dalla crisi.

Antonella Galuppi

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