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Gli uomini della Squadra Volanti della Questura di Ragusa, hanno arrestato Emanuele Votadoro, nato a Palagonia, 41 anni, e Daniela Giusi Guarino nata a Ragusa, 36 anni, entrambi conviventi e residenti a Comiso. Martedì sera un cliente di un Istituto di Credito di Via Risorgimento a Ragusa ha segnalato al 113 di aver effettuato un prelievo al Bancomat ma non era stato erogato il denaro. La Segnalazione è risultata preziosa agli agenti intervenuti, poiché già a conoscenza della nuova frontiera del crimine ai danni dei Bancomat, quella del “Cash Trapping”. Negli ultimi mesi erano state diverse le denunce per manomissione dei Bancomat fatte dai Direttori degli Istituti di Credito con i quali la Polizia di Stato lavora in stretta sinergia al fine di prevenire e reprimere i reati a loro danno e di conseguenza a danno dei loro clienti. Il personale operante, informato dall’ignaro cliente, si è appostato nei pressi del Bancomat effettuando un’attività di osservazione; da lì a poco ha tratto in arresto Votadoro e Guarino colti in flagranza di reato mentre prelevavano il denaro. I due davano poco nell’occhio in quanto, come una normalissima coppia di fidanzati, si erano recati al Bancomat facendo finta di prelevare del denaro, tanto da non far presagire nulla agli agenti; in pochi secondi però e, con grande abilità, hanno rimosso una bacchetta in alluminio con delle banconote attaccate sopra infilandola nel giubbotto e si allontanavano velocemente in direzioni diverse. Dopo pochi metri sono stati bloccati dagli operatori della Squadra Volanti e tratti in arresto. Immediate le manette ai polsi dei due ed a seguito della perquisizione personale è stato possibile rinvenire tutto l’occorrente per manomettere i Bancomat. La perquisizione estesa anche all’abitazione dei due conviventi, ha permesso di rinvenire altri “kit” pronti per essere utilizzati per attuare il “Cash Trapping” dimostrando una spiccata “professionalità” dei due arrestati. Il denaro rinvenuto è stato riconsegnato al cliente che aveva segnalato il malfunzionamento ed il Direttore della Banca ha presentato formale denuncia per il reato subito. La tecnica è semplice quanto subdola, l’autore del reato installa una piccola e sottile barra di alluminio nella feritoia da dove vengono espulse le banconote con del nastro biadesivo su ambo i lati; il cliente effettua tutta l’operazione e come ultima fase attende il denaro che non viene espulso in quanto rimane bloccato sul nastro adesivo. Sul monitor il sistema va in “blocco” segnalando un malfunzionamento, quindi, il cliente ignaro di tutto si allontana credendo di non aver subito alcun danno poiché la macchina si è guastata durante il prelievo; così non è, il furto è già consumato, difatti non appena il cliente si allontana i delinquenti si recano al bancomat e con un piccolo gancio rimuovono la bacchetta di alluminio con le banconote ancora “intrappolate”, da qui “Cash Trapping”. La tecnica del “Cash Trapping” proviene dal Nord Europa, dove sono migliaia le denunce agli organi di Polizia. È la nuova frontiera del furto ai bancomat, perché richiede poca preparazione ma è molto redditizia.

Redazione

Guarda il VIDEO sotto – “Cash trapping”: trappola del contante 

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