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L’Unitre di Santa Croce Camerina presenterà lunedì 11 febbraio 2013 alle ore 17, presso il Centro Sociale Terza Primavera di S. Croce Camerina in via G. Iozzia, il libro “COLAPESCE” di Federico Guastella e Raffaele Puccio, storia leggendaria di un eroe salvifico del territorio di Sicilia, archetipo esemplare di azioni virtuose in cui ogni cittadino dovrebbe potersi riconoscere. La Sicilia “terra arida” ma favorita dalla sua posizione centrale e strategica nell’aria mediterranea, si è dotata, nel corso della sua storia, di un vero, grande e imponente patrimonio architettonico e culturale di grande rispetto. Prima  del 1861, faceva  parte del Regno delle Due Sicilie, Regno che ha avuto una storia politica complessa. Comprendeva le regioni Abruzzo, Campania, Basilicata, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia, oltre ad una porzione meridionale del Lazio (distretto di Gaeta). Oggi l’ex Regno delle Due Sicilie è diventato il famoso Mezzogiorno, la parte meno sviluppata e più problematica della Penisola, oggetto di ritentati tentativi di sviluppo, si pensi alla cassa per il mezzogiorno e di grandi promesse politiche rimaste molto spesso  disattese. Viaggiando in Sicilia si possono avere tanti spunti di riflessione: vi sono paesaggi, inimmaginabili determinati dalla geomorfologia del terreno: zone collinari, zone pianeggianti, zone montuose, aree rimboschite e non, paesaggi marini, piccole chiese rupestri che ci riconducono nel vortice della storia dei popoli, della cultura e della società siciliana. Se in un posto si respira l’origine greca in un altro quella spagnola, in un altro quella normanna, in un’altra quella saracena. In Sicilia non vi sono solo monumenti che testimoniano le grandi tradizioni siciliane, ma angoli, sul territorio, scorci, dove l’attento ricercatore può trovare spunti per le proprie ricerche. Ogni angolo del territorio esprime concetti, sensazioni, la Sicilia dà a tutti la possibilità di pensare ovvero di interrogarsi, porre in essere i dogmi che hanno caratterizzato il percorso dell’uomo sulla terra. La posizione centrale nel Mediterraneo della Sicilia, non è solo una centralità geografica, ma è anche centralità di idee, riflessioni sull’uomo stesso che ha inciso profondamente sul territorio il proprio passaggio, e quindi le proprie conoscenze, la propria capacità di proiettarsi nel futuro dell’umanità. La Sicilia è bella perché vi sono le risorse umane di grandi capacità, che per lungo tempo hanno trovato impedimento per la loro espressione, da parte di chi ha negato alla Sicilia la possibilità di divenire. La Sicilia è pronta oggi a volare in alto, dopo essersi scrollata di dosso tutti questi aspetti che la imbavagliano. Nell’ottica di quanto detto, in Sicilia, a Messina, nasce e si sviluppa il personaggio di Colapesce, grande nuotatore, che andava da Messina a Catania e da Catania a Messina, sempre sott’acqua.

Sicilia bedda terra mia, terra d’amuri

Pusata fusti na lu mari da lu Criaturi

Luntanu i tia nun si po’, nun si po’ stari

Se m’alluntanu nun viri l’ura d’arriturnari.

Sentimi, na vota scutami

Luntanu i ccà chi puoi truvà

Ca c’è suli, aria duci e fina

Ti fan sunnà l’eternità

Sciaurusa, duci terra mia, china di sciuri

Na tuttu u munnu i to bidizzi, su cosi rari

Tutti li genti d’ogni tempu ti vonnu aviri

Ma i to ricchizzi su cà e nuddu li po’ rubà

Luntanu i tia nun si po’ stari

Se m’alluntanu nun viru l’ura d’arriturnari

(poesia di Rosalba Cicuta)

 

Redazione

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