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Il commissario più famoso d’Italia avrà un marchio d’identità. Le “primizie di Montalbano”: è questo il nome prescelto dall’amministrazione comunale e dal gruppo agricoltori, del marchio geografico collettivo di qualità dei prodotti orticoli. Un marchio per commercializzare le zucchine, i peperoni, i pomodori, le melanzane fuori dai confini nazionali. Il terzo step servirà per definire le linee guida del progetto. La relazione tecnica e operativa di 80 pagine sarà ultimata alla fine di aprile. Con delle prescrizioni chiare: le aree geografiche di pertinenza e le indicazioni da osservare in maniera chiara. Quattrocento le aziende che hanno aderito su 560 imprese presenti a Santa Croce. «Abbiamo lavorato nell’interesse di tutti – spiega l’assessore all’Agricoltura, Ciccio Corallo – coinvolgendo gli agricoltori che sono la parte interessata al progetto. Siamo particolarmente soddisfatti perché la nostra piccola comunità potrà vantarsi di avere un marchio geografico collettivo di qualità per i prodotti d’eccellenza. Il marchio di proprietà del Comune verrà dato ai singoli e ai consorzi che hanno il compito di rispettare le proprietà organolettiche del prodotti commercializzati». Lei ha sempre creduto in questo progetto? “Durante l’amministrazione Cascone – spiega l’ assessore Corallo – avevo pensato ad un marchio dei prodotti di Santa Croce. Oggi, dopo tanti anni, sono riuscito a mettere a fuoco un risultato per certi versi storico”. Un input decisivo del gruppo agricoltori che ha sostenuto con forza il progetto. «Non si era mai fatto nulla per l’agricoltura in tanti anni – aggiunge il portavoce degli agricoltori, Guglielmo Occhipinti – oggi siamo ad una svolta forse epocale. I nostri prodotti saranno legati ai luoghi di Montalbano, al mare, alle bellezze paesaggistiche e monumentali. Un marchio di qualità che possa fare apprezzare le nostre produzioni ovunque. D’ora in poi dobbiamo lavorare in un’unica direzione. Insieme ai commissionari e ai singoli produttori del territorio di Santa Croce Camerina». Le condizioni economiche delle aziende agricole sono drammatiche. Ad una situazione economia molto fragile si aggiunge la stretta creditizia e l’aumento dei costi di produzione, trascinati in alto dai rincari di gasolio e mangimi, annullando quasi i margini di guadagno delle imprese, che hanno iniziato il nuovo anno con redditi insufficienti.

Fonte: Il Giornale di Sicilia

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