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Non tutte le storie terminano a lieto fine, ma quella che stiamo per raccontarvi è una di quelle dove l’amore fa miracoli. Omar, uno splendido cagnone randagio color miele, viene investito alle porte di Comiso. Il giovane santacrocese che lo ha involontariamente travolto, nonostante lo spavento ed i danni subiti all’auto, si ferma per soccorrerlo. Ma il cane, terrorizzato e dolorante, si trascina all’interno di un campo incolto. Il ragazzo chiama aiuto e subito sul luogo si recano due vigili urbani che si attivano per chiamare gli addetti al servizio animali. La notizia giunge anche a Liliana Senatore, una delle più attive volontarie dell’ENPA di Santa Croce, una di quelle donne che non si spaventa davanti a nulla. Infatti, appena informata, parte con la sua amica, Letizia Mandarà, alla volta di Comiso. Lì, a 40 metri dalla strada giaceva il povero cane al quale le due donne hanno prontamente prestato i primi soccorsi. “Quando siamo arrivate sul posto – ha raccontato Liliana Senatore – abbiamo trovato due vigili urbani che aspettavano l’arrivo di volontari animalisti. Io ho chiamato il Dott. Occhipinti (veterinario del canile di Comiso) per informarlo. Nel frattempo è arrivato il volontario che aveva l’incarico di prelevare il cane e si è messo a dire che non avevano soldi per curarlo, né posto, né tempo, che era meglio sopprimerlo e non fargli fare una vita da disabile”. A quelle parole la Senatore non si è persa d’animo, ha telefonato al comune di Comiso, dato che il cane non era microchippato e si trovava nel territorio del paese, ed ha parlato direttamente con l’assessore di riferimento. “Lui mi ha detto che si impegnava a far curare e operare al più presto il cane – ha continuato la Senatore – e che avrebbe contattato telefonicamente il veterinario per dargli l’autorizzazione per l’intervento. Invece non ha più risposto al telefono e si scaricato la responsabilità. I comuni percepiscono delle somme per il randagismo, invece non fanno niente”. Liliana Senatore non ha mollato il cane neppure per un attimo, lo ha preso sotto la sua custodia, lo ha fatto visitare dal dott. Occhipinti, che gli ha diagnosticato una brutta frattura alla zampa posteriore e una lesione alla spina dorsale. Per fargli fare un primo intervento alla zampa, presso la clinica del Dott. Di Chiara, sono stati raccolti dei fondi che persone generose hanno offerto spontaneamente e Omar si appresta a subire un intervento ancora più importante: quello alla spina dorsale. In questi giorni, attraverso una staffetta di volontari, la ‘madrina’, Marcella, lo attende a Catania dove in aereo lo porterà al nord. Lì troverà un rifugio per cani disabili dove verrà operato e potrà riprendere l’uso delle zampe posteriori. Ovviamente l’intervento ha dei costi, ma quando c’è amore si supera anche questo, così Omar potrà di nuovo vivere sereno e troverà una famiglia disposta a prendersi cura di lui, grazie a Liliana ed a tutti i volontari ENPA.

Antonella Galuppi

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