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Riemerge nuovamente la questione relativa alla casa-famiglia ‘Don Gnocchi’ di Santa Croce Camerina, che con la sua chiusura, avvenuta circa un anno fa ad opera della precedente amministrazione, ha lasciato in difficoltà non solo i degenti, ma anche le loro famiglie e i dipendenti che vi prestavano servizio. A difendere a spada tratta la ‘sua creatura’, è Piero Mandarà, segretario del movimento politico ‘Tutti x Santa Croce’, che, durante il suo mandato assessoriale, ne è stato il promotore. Una struttura molto apprezzata in provincia perché idonea ad ospitare soggetti con disabilità mentali non gravi, ma da seguire al fine di riammetterli nel contesto sociale, dando loro una nuova speranza di vita. Circolano voci di un imminente utilizzo della sede in questione come uffici comunali e questo proprio non va giù a Mandarà che torna all’attacco con un aut aut: “Farò di tutto per impedire che ciò accada e per garantire alla cittadinanza di mantenere una sede che è nata esclusivamente per scopi sociali”.  Pare che il sindaco Franca Iurato abbia già avviato le procedure per trasformare tale location in un luogo consono ad ospitare degli uffici comunali (ufficio tecnico) e la ragione sarebbe quella di far risparmiare al Comune gli affitti di cui attualmente è gravato. Però tale iniziativa cambierebbe la destinazione d’uso della ‘Don Gnocchi’, accreditata dalla regione come casa-famiglia, sovvertendo quanto il progetto originario prevedeva. “L’amministrazione dovrà rispondere a chi di dovere perché faremo un esposto-denuncia in merito – afferma Piero Mandarà -. Una amministrazione sensibile e responsabile si deve fare carico di progettualità e interventi sulla povertà, sulle famiglie, sulla non autosufficienza, sulla disabilità, sui minori, sul disagio mentale, che recuperino la cultura della Legge quadro 328/2000 e la logica istituzionalizzante del bisogno o degli interventi monetari una tantum. Questa attuale amministrazione fino ad oggi non è riuscita a fare niente di tutto ciò malgrado in campagna elettorale aveva fatto qualche proclama a favore di alcune categorie sociali. Questa eventuale scelta annullerebbe di fatto i presupposti per lo sviluppo dei servizi territoriali rivolti alle famiglie e alle comunità dei disabili nonché l’integrazione socio sanitaria, chiave di volta del tanto decantato Piano socio sanitario che fino ad ora non ha visto la luce nella sua realizzazione”. Un’altra frecciata Mandarà la lancia a tutti quei consiglieri comunali, di maggioranza e d’opposizione che ad oggi non sono riusciti a difendere nessuna istanza per la nostra comunità e delle fasce deboli: “Mi rammarico nel constatare che non fanno nulla di concreto per opporsi a tale decisione, quando ci vorrebbe una presa di posizione forte per impedire che un progetto di tale rilevanza venga abbandonato del tutto e non trovi soluzione sempre nell’ambito sociale per cui è sorto. Prima o poi ognuno di loro sarà costretto a presentare il conto ai cittadini. E fino ad oggi è davvero esiguo”.  Una questione aperta di cui si aspetta una soluzione che sia vantaggiosa per tutti.

Antonella Galuppi

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