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I social network stanno diventando sempre più importanti non solo nella vita dei giovani come strumento di socializzazione, scambio e condivisione di interessi, ma hanno contagiato anche diverse categorie di persone che trovano tali strumenti validi ed immediati per trasmettere il proprio pensiero e farlo giungere al destinatario in tempo reale. L’esempio lampante di questo uso quasi istituzionalizzato è dato dal Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, che su Twitter comunica il proprio pensiero e dirige l’attività dei suoi numerosi proseliti. Per rimanere nella nostra realtà locale, il sindaco di Santa Croce Camerina, Franca Iurato, possiede un profilo su Facebook attraverso il quale comunica con i propri cittadini, fornendo notizie sull’operato suo e dell’amministrazione e ricevendo commenti in merito. Una sorta di ‘sportello aperto’ con la figura del primo cittadino che non vuole essere un soggetto che si erge al di sopra dei cittadini, ma una presenza attiva, reale e partecipe. Recentemente il sindaco Iurato ha pubblicato nella sua bacheca, come è solita fare, delle annotazioni in merito a quello che si accingerà a svolgere o che ha già realizzato a livello amministrativo ed a cui tutti possono liberamente attingere. In una di queste si legge: “A proposito della questione Mediale, croce e delizia da oltre dieci anni a questa parte per tutti noi, ho ottenuto da parte del presidente Crocetta che ho incontrato a Palermo, la promessa di un incontro per questa problematica con il funzionario competente. Speriamo in qualche risultato positivo, fosse anche la possibilità di un’anticipazione di cassa che non andrebbe ad incidere sul patto di stabilità e quant’altro di lacci e limitazioni riguardanti i bilanci comunali”. In un’altra si legge: “A proposito di immobili di proprietà del comune, poco dopo l’insediamento, ne ho chiesto l’elenco, per esserne informata e per conoscerne lo stato. I primi interventi di manutenzione hanno riguardato le scuole […] Per la casa don Gnocchi, scaduto il progetto che la vedeva utilizzata come struttura per disagiati psichici, è stato fatto il bando di gara per la riassegnazione, è andato deserto ed ora è in stato di abbandono e a rischio di vandalizzazione e degrado. Altro assillo la manutenzione di tutte le strada urbane ed extraurbane, per cui stiamo provvedendo. Insomma abbiamo ereditato un patrimonio per cui la parola manutenzione risultava sconosciuta”. Tali esternazioni non sono passate inosservate ed è arrivata secca la replica di Giovanni Barone, ex candidato sindaco nonché presidente del Consiglio della precedente amministrazione: “Chi doveva sistemare la questione mediale, ma l’ha aggravata, chi ha fatto fallire la raccolta differenziata, anzi si fa denunciare per discarica abusiva, chi ci ha fatto pagare l’IMU più salata d’Italia, chi sta illudendo una intera classe produttiva con la stanziamento di 100mila euro che a nulla son serviti, chi è stato capace di creare una bega istituzionale con la provincia regionale, chi criticava per feste e festini il predecessore e ha scialacquato e scialacquerà decine di migliaia di euro in frivolezze e sponsorizzazioni, chi non sa che pesci prendere sul piano regolatore generale, bloccando l’edilizia e tutto l’indotto, chi vuole cancellare la Don Gnocchi, chi naviga nell’oro grazie alle tasse pagate dai santacrocesi, ecc. ecc., oggi, quasi quasi, vorrebbe essere ringraziato perchè oltre a scaldare la sedia fa, della normale e sacrosanta manutenzione ordinaria”. E per concludere, Piero Mandarà, ex candidato sindaco e attuale segretario del movimento politico ‘Tutti x Santa Croce’, risponde sulla questione Don Gnocchi: “Caro sindaco, i progetti, lo sappiamo tutti hanno una data di inizio e una data di termine, tuttavia un’amministrazione sensibile e responsabile verso alcune categorie deboli ha il dovere di promuovere e incentivare nuove progettualità. Un’amministrazione comunale è migliore delle altre (precedenti) quando mette in campo nuove idee. Mi pare ad oggi che, a parte l’ordinaria amministrazione che possono svolgere benissimo gli uffici, non ci sono proposte nuove né tantomeno idee. Se si hanno quelle poi, certe cose si possono fare, indipendentemente da tutto. La casa famiglia è una risorsa della comunità e deve essere utilizzata per lo scopo e l’obiettivo per cui è stata finanziata. Esiste un vincolo per l’amministrazione (15 anni) per cui non può essere cambiata la destinazione d’uso e per la quale risulta accreditata dalla Regione. Caro sindaco se mancano le idee noi possiamo essere disponibili ma se manca la volontà saremo intransigenti”. Insomma, tra attacchi non troppo velati e frecciatine pungenti, come proseguirà il confronto? Affidiamoci a Facebook e lo sapremo…

Redazione

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