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San Giuseppe sposo di Maria. Il nome Giuseppe deriva dall’ebraico Iosef “ Yahvè, accresce”. San Giuseppe è un modesto artigiano, ma discendente dalla regale stirpe di Davide. La storia del nostro Santo è conosciuta da tutti i popoli. Giuseppe e Maria vivono entrambi a Nazareth di Galilea quando avviene l’annunciazione dell’ Angelo alla Vergine. Venuto a conoscenza della maternità di Maria, decide, da uomo “giusto” di licenziarla in segreto. Ma un angelo appare in sogno a Giuseppe dicendogli:” Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù. Egli, infatti, salverà il popolo dai peccati.” (Matteo 1, 20-21). Le apparizioni di Giuseppe nei Vangeli sono rare ma fondamentali. Nel 1621 Papa Gregorio XV proclama la data di San Giuseppe, patrono della Chiesa Universale. L’importanza della figura di Giuseppe è legata alle sue qualità. Le sue azioni sono quelle di un uomo obbediente al volere di Dio, giusto e amorevole verso la famiglia, doti che contraddistinguono un buon padre. Papa Paolo VI nel 1969, definì Giuseppe “modello degli umili”, mettendo in luce, come la santità non richiede necessariamente virtù eroiche, ma bastano e occorrono virtù comuni, umane, semplici ma vere e autentiche. Infatti come Maria ,sua sposa, le virtù più evidenti di San Giuseppe sono l’obbedienza e la mitezza. Egli assume le funzioni di capo della Sacra Famiglia assumendosi tutte le responsabilità e gli oneri di questo ruolo, compreso quello dell’educazione di Gesù. La celebrazione della festa di San Giuseppe coincide con la fine dell’inverno e si è sovrapposta ai riti di purificazione agraria che si svolgevano intorno all’equinozio di primavera nell’antichità pagana. Con questa festa, infatti si saluta definitivamente l’inverno e si dà il benvenuto alla primavera, cominciandone a percepire i colori e i profumi che si vedono e si sentono nelle nostre cene di San Giuseppe. Così le vicende stagionali e gli antichi rituali si sono fusi nel corso dei secoli con la religiosità e la devozione dei fedeli cristiani. San Giuseppe è il patrono dei lavoratori ma in particolare degli artigiani e dei falegnami. Per questo l’UNITRE di SANTA CROCE CAMERINA ha preso parte i festeggiamenti per il Patrono San Giuseppe, realizzando presso la “Sala Esposizioni del Palazzo dei Marchesi Celestri” ( cui va il nostro ringraziamento più autentico) una esposizione di ricami: sfilato siciliano , macramè,lavori artigianali in genere realizzati dai soci UNITRE durante lo svolgimento dei venti corsi attivati in quest’anno accademico. Nella sala esposizione inoltre è stata realizzata una piccola ma armoniosa cena di San Giuseppe per poter spiegare, ai numerosi turisti, il significato intrinseco della cena. A completare l’opera anche due esposizioni: una di oggetti realizzati in Brasile per finanziare alcuni interventi di carattere sanitario incusi nel progetto “Santo Angelo” in Brasile e una di opere raffiguranti temi religiosi realizzati con materiale vari trovati nei nostri luoghi ad opera del Sig. Sulsenti Salvatore. Ed ancora piccoli oggetti, abbelliti con cura da artisti locali in erba, nati frequentando i corsi di decoupage e pittura dell’Unitre. Una esposizione di borse realizzate in maniera artigianale, utilizzando lana o fettuccia hanno abbellito gli angoli della mostra; Il tutto è risultato molto apprezzato dai numerosi visitatori.

Unitre  Santa Croce Camerina

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