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Rec Musica, la scuola di musica fondata da Saretto Emmolo  rivolta a tutti coloro che desiderano imparare a suonare uno strumento oppure seguire un corso di canto, lunedì 18 marzo ha organizzato un seminario davvero speciale. Ospite-relatrice dell’evento è stata Sara Grimaldi, corista apprezzata anche all’estero e famosa per aver fatto parte dell’entourage di Zucchero Fornaciari. Una donna che con  molta semplicità ha raccontato della sua passione per la musica e del ruolo fondante che essa ha avuto nella sua vita. “ La mia storia è particolare perché la musica mi ha salvato la vita – ha dichiarato Sara Grimaldi -. E’ stata la mia ancora di salvezza per esperienze che poi potevano finire diversamente. Io mi sono attaccata a quest’ancora che era la musica e ho trasformato tutta la mia sofferenza in una forza. Ed è quello che insegno ai ragazzi: trasformare un’esperienza dolorosa in una grande forza che può diventare una grande arte. Io con le mie esperienze dolorose sono riuscita, pur essendo stata molto sola, a trasformare questa mia solitudine in musica”. Scientificamente, infatti, è provato che alcuni suoni stimolano il sistema immunitario e guariscono dalle malattie e molti riescono a rifugiarsi nella musica allontanando gli spettri di una realtà troppo dura e difficile da controllare.  “ A 16 anni sono rimasta sola e se fossi stata una predisposta alla droga o all’alcool adesso sarei una persona finita – ha ammesso candidamente Sara -, invece io accendevo la musica e trovavo quello che mi piaceva. Ho avuto un innamoramento smodato per Maria Callas e quello mi ha cambiato la vita, mi ha cambiato il modo di capire la musica. Devi diventare bravo e studiare. Il successo nella vita è solo personale, non esistono luci della ribalta, anzi quello è il momento peggiore in cui sei più debole ed esposto alle difficoltà. Il successo è una cosa personale che non ha niente a che fare con l’essere magri, grassi, neri, gialli. La musica non ha forma, non ha colore ed è assolutamente universale. Quando c’è un grande talento sul palco scompare tutto quello che c’è di materiale, si trasforma tutto in un’unica anima, in un’unica energia che ti fa sentire ibero”.  I modelli a cui si ispira sono Stevie Wonder e Aretha Franklin, quegli artisti di riferimento che considera dei veri miti. “Il successo vero è essere talentuoso, capace e libero – ha aggiunto la Grimaldi -, quando vieni esposto al mercato allora tutto è comprato, tutto è finto e non ha bisogno di grande talento, ha bisogno di tecnici del suono, ha bisogno di una certa immagine. Questo è uno schiavismo del business che non ha niente a vedere col successo”. Il suo lavoro l’ha condotta spesso a lavorare all’estero, ma la sua esperienza come corista di Zucchero le ha dato quella marcia in più. “ Lui è quello che mi ha dato lo stimolo per oltrepassare i miei limiti – ha continuato Sara Grimaldi -. Io mi sono innamorata subito della sua corista, dicevo che era brava. Io ho cominciato a seguire Zucchero più per la corista perché la vedevo come un riferimento. Io non pensavo di fare la corista perché io sono molto eclettica, perché con lui era difficile fare la corista. Con lui mi ero già posta questo limite. Poi quando ha detto di no a delle coriste inglesi ed americane che erano i miei miti e che non riuscivano a fare l’audizione come voleva lui, invece ha scelto me, immagina la sorpresa, mi sentivo addirittura in imbarazzo”. Però nei suoi immediati progetti c’è molto di più, la realizzazione di un lavoro da solista con i  musicisti giusti ed i mezzi adeguati. Un sogno che col tempo sicuramente di materializzerà perché lei è una che non molla, una ‘tosta’ dalla sensibilità controllata. Anche Saretto Emmolo, che l’ha scelta per il suo seminario non ha dubbi:” Sara è straordinaria, è una grande artista e una grande persona. E’ una professionista a 360 gradi. Abbiamo avuto modo di collaborare in estate ed ho avuto modo di riproporla nel nostro piccolo paese dove ha dato la qualità”. Una grande voce, una grande donna di cui sentiremo parlare ancora a lungo.

Antonella Galuppi

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