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“L’acqua è un elemento ‘insostituibile’ per la persistenza della vita sul pianeta Terra.” Quante volte abbiamo letto o sentito dire questa frase! Eppure ancora oggi questo prezioso elemento della natura, che è apparso sulla crosta terrestre in contemporanea con il suo formarsi, è collegato a tanti altri aggettivi. L’acqua è, per esempio, fredda, tiepida, calda, bollente, ghiacciata, fresca, salmastra, inodore, insapore, salata, dissetante, frizzante, naturale, minerale, limpida, sporca, cristallina, torbida. In questi ultimi tempi, però, nella nostra bella terra che poteva vantare sorgenti di acqua in ogni dove, si assiste alla graduale diminuzione delle stesse sia come quantità sia come qualità dell’acqua che ne viene fuori. Gli aggettivi ‘potabile’ e ‘inquinata’ hanno iniziato ad apparire più frequentemente, talvolta in modo poco chiaro per i ‘non addetti ai lavori’. Saint-Exupéry, un uomo dalle eccezionali esperienze nel campo naturalistico, così descrive l’acqua: ” Acqua, tu non hai gusto, né colore, né aroma, non si può definirti, ti si gusta senza conoscerti. Tu non sei necessaria alla vita: tu sei la vita. Tu ci penetri con un piacere che non si spiega con i sensi. Con te ritornano in noi tutti i poteri ai quali noi avevamo rinunciato. Per merito tuo si aprono in noi tutte le sorgenti prosciugate del nostro cuore. Tu sei la più grande ricchezza che sia al mondo e sei anche la più delicata, tu così pura nel ventre della terra. Si può morire a due passi da un lago salato. Tu non accetti assolutamente la miscelazione, tu non sopporti assolutamente alterazioni, sei una divinità ombrosa… ma spandi in noi una felicità infinitamente semplice.”. In effetti, l’acqua non sopporta alterazioni. L’acqua destinata al consumo umano deve essere salubre e pulita, quindi deve soddisfare i requisiti fissati dai D.Lgs. n°. 31/2001 e il D.lgs n° 27/2002 sia per i parametri microbiologici, sia per i parametri chimici e indicatori. Per ciascun parametro è indicato un Valore di Parametro, cioè un valore limite superato il quale occorre l’intervento dell’autorità competente con attuazione di misure atte a ripristinare la qualità dell’acqua.

In particolare la normativa indica il “valore di parametro” per una serie di parametri:

  • parametri indicatori quali odore, colore, sapore, pH, durezza ecc…
  • parametri chimici concernenti sostanze tossiche quali arsenico, piombo, antiparassitari, ecc.
  • parametri microbiologici quali escherichia coli ed enterococchi

Nell’acqua è possibile evidenziare e determinare un grandissimo numero di elementi e composti sia inorganici sia organici.
Le sostanze chimiche selezionate per la definizione delle linee guida fissate nelle normative includono quelle potenzialmente pericolose per la salute umana, quelle ritrovate con relativa frequenza nell’acqua potabile e quelle rilevate a concentrazioni relativamente alte. Applicando quanto previsto dalle norme nessun pericolo per la collettività, ciò è abbastanza ovvio; non si comprende come siano ormai trascorsi alcuni mesi per decidere in modo rapido quanto necessario per evitare gravi disagi alla popolazione di Ragusa. La pubblica opinione è convinta che non solo i pozzi inquinati stiano alla radice del problema, essendoci sicuramente altri fattori come la rete idrica cittadina da manutenzionare e verificare periodicamente. Questo problema, purtroppo, non riguarda solo la città capoluogo.

 

                                                                                                              Ermocrate

 

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