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“Ci vuole un atto di coraggio. Aspettare finanziamenti esterni non risolverà la situazione. Arriverebbero tra sette, otto anni. E l’erosione nel frattempo avrà fatto il suo corso”. Antonello Firullo, rappresentante della Fiba Confesercenti regionale, interviene a seguito delle recenti affermazioni del primo cittadino di Santa Croce Franca Iurato, in apprensione per le conseguenze nefaste dell’erosione della costa, in graduale e inarrestabile avanzamento. Firullo fa un passo in avanti e allarga l’obiettivo sulla riviera iblea tutta. “Devono essere gli enti ad avere la forza di investire sul futuro – ha detto – Un granello di sabbia lo paghi un euro ma te ne tornano dieci grazie al turismo. Negli anni passati purtroppo ci sono stati finanziamenti che nessun Comune della provincia di Ragusa ha chiesto. Circa dieci milioni di euro, disponibili per avere le somme per fronteggiare il fenomeno. Soprattutto per il livello R4, massima urgenza, come il caso di Santa Croce Camerina. Dato che i finanziamenti sarebbero ora un miraggio lontano, appare evidente che un un ente comunale non può fare altro che investire con mezzi propri nel ripascimento, investendo introiti turistici. Il turismo è la più grande forza che può avere un Comune, ad esempio, come Santa Croce”. Firullo si sofferma sulla necessità di mantenere sempre l’arenile in ordine, dodici mesi su dodici. “La Pasqua è vicinissima e le nostre coste saranno prese d’assalto – ha precisato – E’ giusto, comunque, puntualizzare che tale obbligo non si esaurisce nell’ambito della sola stagione estiva, ma opera durante l’intero arco dell’anno. Peraltro, nel corso degli ultimi anni, il progressivo dilatamento della stagione balneare, da maggio a settembre, e le particolari condizioni meteorologiche favoriscono la presenza di persone sulle coste tanto in primavera quanto in autunno sicché sembra doveroso, anche in chiave di incremento turistico, che gli enti preposti curino l’espletamento di tale servizio in modo continuativo intensificando, ovviamente, l’attività nei mesi estivi. Ho invitato le amministrazioni dell’area iblea che hanno delle zone ricadenti a mare, ciascuna per la parte di competenza, ad assicurare un efficiente servizio di pulizia. Ho, pertanto, diffidato gli amministratori comunali in questione a provvedere con immediatezza alla pulizia di tutto l’arenile di propria pertinenza, alla collocazione degli appositi cassonetti dei rifiuti, alla collocazione dei punti docce funzionanti, dei mezzi di sicurezza e di soccorso, alla postazione dei bagnini nei fine settimana, alla collocazione delle opportune segnaletiche per i tratti di mare non balneabile e di eventuali pericoli circostanti e alla collocazione dei dovuti percorsi di accesso al mare specie per le persone diversamente abili”.

Fonte: La Sicilia

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