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“In ambito di servizi sociali e assistenza ai disabili, l’Amministrazione Iurato è la peggiore che io ricordi”. Piero Mandarà, ex assessore comunale e provinciale alle Politiche Sociali e leader del movimento ‘Tutti x Santa Croce’, prende spunto dall’intervento in aula dell’assessore al ramo, Rosalba Varcadipane, per esternare grande amarezza sulla questione ‘Don Gnocchi’. La casa-famiglia, destinata alla riabilitazione e all’assistenza dei disabili psichichi, e ormai dismessa da qualche tempo, ospiterà gli uffici comunali venendo meno agli scopi iniziali: “E sapete come faranno? Chiedendo alla Regione un ‘cambio di destinazione d’uso temporaneo’, come specificato dell’assessore nell’ultima seduta del Consiglio Comunale in risposta a precisa interrogazione. È un vero e proprio raggiro al vincolo di destinazione d’uso originario, che per 15 anni non avrebbe permesso di utilizzare la struttura per progetti diversi da quelli era cui era nata. Se la Regione dovesse pronunciarsi favorevolmente alla richiesta – e spero vivamente di no -, si tratterebbe di un atto inconsulto, dell’ennesima e inutile dimostrazione di forza da parte di un’Amministrazione che si dimostra forte con i deboli e debole con i forti”. La casa-famiglia ‘Don Gnocchi’, grazie alla convenzione con il distretto socio-sanitario n.44 e un progetto all’avanguardia, ha rappresentato un fiore all’occhiello della sanità provinciale e regionale, come molti addetti ai lavori negli anni scorsi hanno fatto rilevare: “Ma il sindaco e gli attuali assessori di questo non saranno al corrente, perché se lo fossero, sarebbe dimostrata la loro malafede – spiega Mandarà, che da assessore fu uno dei fautori del progetto -. E in ogni caso, prima di recarsi in aula e dare fiato alla bocca, sarebbe opportuno rivedere gli atti e studiare le problematiche. Suppongo, ad esempio, che l’assessore Varcadipane non sia a conoscenza dei benefici che il comune di Santa Croce ha avuto da questa convenzione: di immagine, di risparmio sui costi per la ristrutturazione e il completamento dello stabile, di opportunità lavorative per i giovani operatori del luogo, e – parlando ancora di disabili – di vicinanza territoriale con i comuni di provenienza, che permetteva agli utenti della struttura e ai parenti spostamenti agevoli. Di questo purtroppo l’assessore non era al corrente, come del fatto che alla scadenza della convenzione, nel 2011, il presidente del distretto 44 mandava una missiva al Comune per implorare una nuova forma di collaborazione e/o progetto di natura simile e a condizione magari più vantaggiose, mai presa in considerazione da questa Amministrazione nè dalla precedente (si sostiene perché troppo onerosa) nell’ultima fase del suo mandato”. Così, la disamina torna su tematiche più generali: “Una Amministrazione sensibile e responsabile di deve fare carico di interventi sulla povertà, sulle famiglie, sulla non-autosufficienza, sui minori, sul disagio mentale, attraverso il recupero della cultura della legge quadro 328/2000 e la logica istituzionalizzante del bisogno o degli interventi monetari una tantum. Quella attuale non ha fatto niente di tutto ciò: non la presentazione di un progetto al distretto n.44, tanto meno un bando di gara. Anzi sulla ‘Don Gnocchi’ dice che è inutile intestardirsi dato che gli utenti della struttura nell’ultimo periodo erano solo cinque (l’accreditamento prevede un numero massimo di 10, ndr). Con questa logica (per niente logica) si danneggia una categoria di persone poco fortunate, si afferma una totale mancanza di sensibilità e competenze. Non possiamo esaltare la confusione e l’inadeguatezza di una classe politica sorda alle esigenze della città e imperterrita nel promuovere solo gli interessi di parte. Per questo – chiude Mandarà – dico con ferma convinzione che questi amministratori devono andare a casa nel più breve tempo possibile o sarà la città a piangerne disastri e malefatte”.

Redazione

Sotto alcuni articoli di stampa sulla Don Gnocchi di qualche anno fa

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