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28-29 APRILE 2013: è nato il governo Letta, quello di Davide contro Golia, come affermato dallo stesso premier nel suo discorso per la fiducia alla Camera dei Deputati. Possono gli italiani tirare finalmente un sospiro di sollievo? Lo scopriremo solo vivendo, cantava il grande Lucio Battisti! Per il momento possiamo solo sbizzarrirci in analisi e supposizioni più o meno credibili. Letta rappresenta l’ala cattolica e centrista del PD, ma anche la generazione politica dei cosiddetti “rottamatori” renziani, l’unica in grado di “dialogare” con l’opposizione storica berlusconiana e con il terzo polo montiano, nell’esclusivo interesse della nazione. E la sua squadra sembra proprio rappresentare questo schema ideologico. Personalmente non credo che si possa gridare all’inciucio, dato che, in tempi non sospetti, avevo già ipotizzato, come molti altri, questa soluzione come l’unica possibile, stante l’esito elettorale causato da una legge sbagliata ed anti-democratica! Tuttavia, è evidente che il neo-governo Letta, nato con un parto travagliato, vivrà i tormenti e le contraddizioni dei suoi padri-fondatori e quindi sarà assai cagionevole di salute. Ma è anche molto affine al nostro governo regionale, non solo sotto il profilo delle alleanze (qui, come a Roma, il Pd governa con l’Udc), ma soprattutto sotto il profilo delle personalità che lo compongono in modo consistente (qui, come a Roma, prevalgono i c.d. catto-comunisti). Anzi, in Sicilia come a Roma, sono catto-comunisti il Governatore Crocetta (lo precisa lui stesso nel suo libro, intitolato “Io non ci sto”, attualmente nelle librerie) ed il premier Letta (formatosi al Sant’Anna, leggendo Dossetti e imparando da leader democristiani come Andreatta, ma convinto e leale dirigente del Pd di Bersani)! Quella dei catto-comunisti mi è sempre apparsa come una categoria composta da OGM, cioè da organismi geneticamente modificati, e quindi non li ho mai completamente apprezzati e capiti! Li ho sempre associati, lasciatemelo dire, a quel divertente e sfortunato “Arlecchino servitor di due padroni” di Goldoni o a quei farisei che volevano servire sia Dio che Mamona. Ma, evidentemente ho troppi pregiudizi! Mi auguro che i ministri laici, come la Bonino, riescano a mantenere alta l’attenzione anche su questioni “indigeste” ai cattolici, quali i matrimoni gay, la fecondazione assistita, le cure con le staminali, le adozioni in favore dei singles ecc…, dato che gli altri Paesi europei, oltre ad essere piû ricchi e più virtuosi di noi nella contabilità pubblica, sono anche meno bigotti e moralisti di noi! Quindi per dirla con Giulio Cesare: “Il dado è tratto!”. Siamo in attesa di passare il Rubicone!

Cassandra

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