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Penso che un sogno cosi non ritorni mai più… E incominciavo a volare nel cielo infinito… Il sogno che da decenni ha provocato fiammate d’entusiasmo e, talvolta, momenti di sonnacchiosa attesa, finalmente si sta tramutando in realtà. Come nella canzone di Modugno, è un sogno che non ritornerà più se la realtà non diventerà permanente. Si potrà volare nel cielo infinito solo se la volontà degli uomini, che hanno e avranno responsabilità diretta nelle decisioni da intraprendere, sarà perseverante. Il 22 maggio 2013 è stato firmato il decreto di apertura dello scalo aeroportuale di Comiso e giorno 30 è prevista una sobria inaugurazione per avviarne concretamente le attività. Tutte le certificazioni, ormai, sono in possesso della SOACO, ma ben poco ancora è stato concluso con le compagnie aeree. Lo stesso presidente dell’ENAC Vito Riggio, in un’intervista pubblicata su un quotidiano regionale il giorno dopo la firma del decreto, fa intendere che l’aeroporto di Comiso potrà avere un futuro solo se si “esce dalla logica dell’autosufficienza localistica” e suggerisce che “bisogna aprire ai privati”, così com’è stato fatto per Napoli, Torino, Firenze, Milano, Roma e Venezia. Si avrà la lungimiranza di intraprendere questa strada? Una compagnia aerea privata maltese vuole attivare un volo Malta-Comiso-Roma, un’altra compagnia inglese ha previsto un volo charter Londra-Comiso, sono notizie che si rincorrono da un giornale all’altro e sulle pagine dei principali social network. Fino a oggi, però, nulla di certo e concreto. La deputazione regionale iblea presente all’atto della firma del decreto dell’ENAC, l’On.le Digiacomo delegato dai colleghi della maggioranza, l’On.le Assenza, e l’Assessore Regionale ai Trasporti Bartolotta hanno testimoniato il grande interesse che la Regione manifesta nei confronti di quest’aeroporto, pur tuttavia è indispensabile che tale attenzione non diminuisca. Sindaco di Comiso negli anni in cui l’aeroporto iniziò a diventare un’opera da realizzare e oggi Deputato regionale, l’On.le Digiacomo si dice soddisfatto del fatto che l’amministrazione che presiedeva ha “progettato, realizzato e consegnato questa infrastruttura che ora è pronta nonostante i gravi ritardi” e che oggi per “i 4,5 milioni della Regione l’aeroporto è pronto a partire”. Riggio sostiene di aver spinto “la Regione a trovare i quattrini per sviluppare l’aeroporto” e poiché “il bacino di utenza” dello scalo di Comiso “risulta troppo piccolo” lo “scalo di Catania potrebbe decentrare, mandare qualche charter, spostare qualche linea”. Il governo della Regione cosa farà? Chi meglio dell’On.le Digiacomo potrà assumere il ruolo di elemento catalizzatore per incrementare il coinvolgimento della politica regionale nello sviluppo di questa nuova realtà aeroportuale?  I fatti dimostreranno o meno la trasformazione di un sogno in realtà.

Ermocrate

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