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Archaeotur è un progetto cofinanziato dall’Unione Europea, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, il cui obiettivo è di promuovere e valorizzare i siti archeologici dell’area degli iblei, Ragusa e Santa Croce Camerina, e quelli maltesi delle città di Mosta e Rabat. Una gestione integrata dei siti attraverso la pianificazione delle attività e lo sviluppo congiunto dei servizi mira a diffondere un’immagine turistica delle zone più amplificata e ne agevola la conoscenza e lo sviluppo culturale. In seno a tale progetto, la Città di Ragusa ha inaugurato l’itinerario archeologico il 27 maggio con le visite guidate presso l’ipogeo di Cava Celone e le Catacombe di Cisternazzi, per poi proseguire martedì 28 maggio a Santa Croce, con la Necropoli del Mirio e la Chiesetta di Mezzagnone. Un significativo momento di attrazione culturale a cui hanno partecipato anche le classi di alcune scuole, fra cui la scuola media ‘Psaumide’ di Santa Croce. La Dottoressa Simona Siruga, laureata in Conservazione dei Beni Culturali e titolare di un dottorato di ricerca in archeologia con l’università di Pisa, ha illustrato alcuni tratti salienti della sua ricerca: “La Sovrintendenza di Ragusa ci ha coinvolto nel progetto Archaeotur ed io mi sono occupata, in particolar modo, dello scavo di Cisternazzi, ma avendo fatto una tesi di dottorato su questa Necropoli in contrada Mirio, ho guidato questo gruppo di scolaresche. E’ una Necropoli che purtroppo è stata già violata in passato. Sono compromessi anche i dati antropologici. Abbiamo sino ad oggi investigato 101 sepolture, ma l’area si estende anche oltre. E’ una Necropoli che ha avuto un periodo di utilizzo dal III secolo fino al VII, con un periodo di abbandono e di riutilizzo, ed è probabilmente connessa ad un insediamento che doveva costituire il primo nucleo di fondazione della città di Santa Croce”. Coinvolta in prima linea anche la Sovrintendenza ai Beni culturali di Ragusa, con la Dottoressa Rosalba Panvini che, oltre ad essere al vertice dell’Ente è una docente di “Metodologia della ricerca archeologica”, quindi estremamente competente in materia, e che ha  mostrato la sua ampia soddisfazione nell’espletarsi di questo progetto. “E’ un modo di recuperare la memoria e le radici di un popolo, perché un popolo che non ha radici e memoria delle sue tradizioni è un popolo che vive di nulla – ha dichiarato la Sovrintendente Panvini -. Sono felice che ci siano anche gli studenti delle scuole, perché sono i vettori della comunicazione, saranno quelli che, apprendendo quanto ci hanno restituito queste necropoli che sono lo specchio della città dei vivi, potranno farne tesoro ed apprezzare, contribuendo anche loro alla promozione, valorizzazione e fruizione dei questi importanti complessi ipogeici”. I siti archeologici sono stati resi opportunamente fruibili attraverso un sistema di delimitazione delle aree e rendendo agevole il passaggio pedonale con dei percorsi strutturati in modo da non deturpare il paesaggio naturale. “Ci siamo occupati del completamento del sito – ha affermato il geometra Taschetto, dell’impresa omonima che si è occupata dei lavori -, abbiamo realizzato le staccionate, i percorsi, le camminate, la prima accoglienza del sito. E’ stato un lavoro molto delicato, sotto la direzione del geometra Barone, cercando di fare un intervento affine al contesto, seguendo le indicazioni degli architetti della Sovrintendenza che hanno individuato i materiali da utilizzare per non deturpare il tutto”. Piena soddisfazione della Dottoressa Rosalba Varcadipane, Assessore alla cultura del comune di Santa Croce, che sottolinea il pregio di questo progetto, atto a valorizzare il patrimonio archeologico delle nostre zone: “E’ fondamentale promuoverle e farle conoscere ai nostri ragazzi ed alla cittadinanza, perché abbiamo dei siti di valore inestimabile che sino ad oggi non sono stati valorizzati nella maniera giusta. Grazie a questo progetto fra Italia e Malta stiamo rendendoli fruibili a tutti”. Non poteva assolutamente mancare all’ appuntamento il sindaco di Santa Croce, Franca Iurato, che non nasconde l’emozione nel vedere animate queste zone che molti dei residenti probabilmente non conoscono in modo diretto. “Questi siti sono stati valorizzati da un progetto che rappresenta tanto. Sono fruibili al grande pubblico e tanti insegnanti per la prima volta hanno portato i ragazzi. Questa rappresenta un’attrattiva per il nostro territorio, anche se si tratta di siti minori, ma sono inseriti in un circuito che ci può portare un pò più lontano, sia come turismo che destagionalizzazione, grazie alle passerelle ed agli accessi che ne consentono la fruizione anche ai disabili. Credo che sia importante avere come interlocutori i nostri vicini maltesi. Non dimentichiamo che prima della deriva dei continenti eravamo un tutt’uno e questo è testimoniato dal fatto che andando a visitare i nostri musei, per esempio quello di storia naturale di Comiso, ci sono gli stessi elefanti nani che sono nei musei di Malta. Da Punta Secca, un tempo, c’erano regolarissime tratte da Malta a Santa Croce con scambi che non si sono mai interrotti”. Ed ha condiviso la bella esperienza anche la Dottoressa Shirley Farruggia, sindaco della città di Mosta, dove sono situate le Catacombe di Ta’ Bistra, che con una piccola delegazione maltese ha vissuto in prima persona l’esperienza archeologica. “Siamo arrivati ieri mattina in catamarano – ha affermato la Farruggia in un ottimo italiano -, volevamo sapere come procede il progetto, a quale stadio si trova e poi incontrare i nostri partners di Ragusa. E’ la prima volta che vengo qui, sono sindaco di Mosta da appena un anno ed è un’esperienza particolare per me che ho un marito architetto col quale ho vissuto varie esperienze andando a visitare progetti come questi. Anche a Malta abbiamo un sito simile e lo visitiamo per imparare dal passato, per migliorare il presente”. Un itinerario turistico, quello odierno, che meriterebbe di essere rivissuto, con la stessa partecipazione più e più volte, e ci auguriamo che ciò possa accadere nell’immediato futuro, per rilanciare la nostra splendida Santa Croce ricca di storia, cultura e tradizioni millenarie.

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Antonella Galuppi

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