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Giovedì pomeriggio a Palazzo di Città si è tenuto un confronto fra i rappresentanti del  comitato spontaneo “NO SCHINUS TEREBINTHIFOLIUS” e l’amministrazione comunale rappresentata dall’assessore Domenico Aprile. Il summit però non ha scalfito le posizioni originarie delle due parti sulla questione riguardante la nuova essenza arborea da piantumare nella centralissima piazza Vittorio Emanuele. “Il comitato – ha spiegato all’amministrazione Silvio Rizzo – non ha condiviso il metodo poco democratico che ha portato l’amministrazione a questa decisione”. “Ci sono altri aspetti importanti – spiega Rosario Mauro – da tenere in considerazione nella scelta, ad esempio il rischio che piantumando in estate, il caldo possa non consentire agli alberi di attecchire bene per non parlare degli effetti nocivi di natura allergica che questa specie può provocare alle persone”. Il comitato, sempre giovedì sera, si è riunito presso la sede dell’associazione politico-culturale Città Futura ed è arrivato alla decisione di presidiare in piazza V. Emanuele domenica 2 giugno attraverso un banchetto informativo, che ha come obiettivo quello di informare e far conoscere alla città quali sono i motivi del NO della messa a dimora degli alberi in piazza. Inoltre verrà fatta una raccolta di firme per stabilire il gradimento o l’insoddisfazione della gente su questa problematica. Dall’altra parte, l’amministrazione è sempre più convinta della scelta effettuata sulla tipologia di albero da piantumare: “L’unica perplessità – dichiara l’assessore Aprile – riguarda la tempistica della messa a dimora, stiamo verificando attraverso una dettagliata relazione tecnica se la piantumazione potrà essere effettuata nel mese di giugno oppure spostarla in autunno”.

Redazione

VOLANTINO DEL COMITATO “NO SCHINUS TEREBINHIFOLIUS”

“Albero SI, Schinus NO!

Perché “NO SCHINUS TEREBINHIFOLIUS”?

Il comitato del “NO SCHINUS” ha sollevato riserve di carattere tecnico sulle caratteristiche dell’albero scelto dall’Amministrazione, il cosiddetto albero del “mastice”.

Il comitato del “NO SCHINUS” non è CONTRO GLI ALBERI IN PIAZZA, tant’è che è stato proposto all’Amministrazione un percorso condiviso per giungere alla scelta di un albero più idoneo e più compatibile per l’arredo urbano della piazza.

Nonostante nel recente passato autorevoli rappresentanti dell’attuale Amministrazione abbiano attivamente contestato la scelta unilaterale degli amministratori precedenti di piantare in piazza alberi di Carrubbo, oggi ci si ritrova, a parti invertite, nella stessa immutata situazione: il mancato coinvolgimento dei Cittadini al momento della scelta dell’albero da piantumare.

Il comitato del “NO SCHINUS” non può non evidenziare in codesta Amministrazione un atteggiamento del tutto incoerente!

I Cittadini e le Associazioni non possono essere coinvolti solo per la pulizia delle spiagge o dei luoghi simbolo del paese o per presidiare i giardinetti.

Chiediamo pertanto la rescissione del contratto e la conseguente sospensione della piantumazione, oltretutto perché realizzarla in questo periodo è un errore: si corre il rischio di compromettere l’operazione di attecchimento delle piante.

Chiediamo, dunque, il confronto e la partecipazione dei cittadini di altre soluzioni alternative per l’arredo botanico della piazza!

 

IL PERCHE’ DEL NO ALL’ALBERO DEL MASTICE

L’albero del mastice (S. terebinthifolius Raddi) è una albero originario del Sud America, a rapida crescita ed una longevità pari a 30-40 anni. Si caratterizza per la biologia aggressiva che gli permette di colonizzare ed invadere rapidamente le comunità vegetali naturali, riuscendo a scalzare la vegetazione autoctona e a formare densi popolamenti che riducono la biodiversità vegetale ed animale delle zone invase. La specie è nota per il suo impatto sulla vegetazione naturale in Florida, California, Hawaii, Bermuda, Bahamas e Australia. È una delle piante infestanti più diffuse e problematiche in Florida, dove ha invaso quasi 280.000 ettari. Vasti popolamenti albero del mastice rappresentano attualmente una grave minaccia per le comunità di mangrovie in Florida, dove minaccia l’esistenza di specie indigene quali Jacquemontia reclinata, o Remirea maritima, e l’habitat di nidificazione della tartaruga Gopherus poliphus. Nelle isole Hawaii S. terebinthifolius sta restringendo l’habitat di diverse specie vegetali, minacciate o in via di estinzione, tra cui Argyroxiphium sandwicense macrocephalum, Acaena exigua e Alectryon micrococcus. Sulle isole Bermuda, S. terebinthifolius invade le formazioni di mangrovie. Sull’isola di Malta la specie si è dimostrata in grado di invadere, oltre che la gariga, la macchia mediterranea, che si compone di specie caratteristiche quali l’olivo (Olea europaea L.) e l’alloro (Laurus nobilis L.). Si pensa che l’elevata capacità competitiva dell’albero del mastice sia dovuta, oltre che alla rapida crescita, alla sua capacità “avvelenare” le specie poste in vicinanza. Da ricordare, inoltre, che l’albero del mastice ha dimostrato di avere effetti negativi su talune microalghe nella zona di interfaccia tra mare e terre emerse, rendendo così possibile un effetto a cascata sulla produttività primaria degli ecosistemi marini, la loro biodiversità e la loro struttura. Schinus terebinthifolius è specie in grado di scatenare reazioni cutanee allergiche da contatto e problemi respiratori. I primi sono imputabili alla resina, debolmente tossica, che si trova nella corteccia, nelle foglie e nei frutti, e che contiene composti attivi quali l’urusciolo ed il cardolo. I secondi, invece, sono imputabili all’elevata concentrazione di composti aromatici volatili, liberati nell’ambiente a seguito della “schiacciatura” dei frutti. Individui adulti stazionanti sotto la chioma di S. terebinthifolius possono mostrare sintomi simil-influenzali: starnuti, congestione nasale, dolori al petto ed acuti mal di testa. Alcune ricerche riferiscono che i triterpenoidi trovati nei frutti di questa specie possono provocare irritazione della gola, gastroenterite, diarrea e vomito in individui sensibili. I frutti ingeriti hanno un “effetto paralizzante” su alcune specie di uccelli (pettirosso), ed anche alcuni mammiferi (cavalli) sono soggetti ai suoi effetti, che possono rivelarsi fatali .

Fonte: Cuda, J. P., A. P. Ferriter, V. Manrique, and J.C. Medal, (Editors) 2006. J.P. Cuda, Brazilian Peppertree Task Force Chair. Interagency Brazilian Peppertree (Schinus terebinthifolius) Management Plan for Florida 2nd Edition. Recommendations from the Brazilian Peppertree Task Force Florida Exotic Pest Plant Council April 2006″.

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