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Parte lunedì 3 giugno lo sciopero dei laboratori d’analisi, che non forniranno servizi per i cittadini a tempo indeterminato. Serrata doveva essere e serrata sarà. Così come annunciato in un’assemblea delle associazioni di categoria che si è tenuta a Caltanissetta, da lunedì e fino a venerdì 7 giugno le oltre 600 strutture convenzionate con la Regione – laboratori di analisi ambulatori di radiologia – resteranno chiusi al pubblico. Dall’8 giugno in poi saranno, invece, fornite le prestazione esclusivamente a pagamento. Una serrata che metterà in crisi migliaia di siciliani costretti o a rinunciare alle analisi di routine o ad affrontare le lunghe liste di attesa negli ospedali e nelle strutture pubbliche del territorio per potere effettuare le analisi o le indagini di diagnostica strumentali. Ancora una volta i titolari dei laboratori, così com’è avvenuto nell’aprile scorso con la precedente serrata, contestano il taglio operato dal Governo Crocetta previsto nell’arco dei tre anni che graverà su tutte queste strutture. Sono circa cinque milioni all’anno le prestazioni fornite dalle strutture convenzionate, mentre i lavoratori del settore sono settemila in tutta la regione. In realtà il contenzioso fra la Regione e i laboratori è piuttosto complessa. Sullo sfondo c’è infatti pure la restituzione delle somme, circa 140 milioni di euro, che una sentenza del Tar prima e del Cga dopo ha disposto debbano tornare nelle disponibilità della Regione, applicando retroattivamente il vecchio tariffario Bindi. L’assessorato regionale alla sanità sta provando a tenere aperta una trattativa con i laboratori privati: «Il tariffario Balduzzi – spiega il dirigente Salvatore Sammartano – è già entrato in vigore in altre regioni e non ci sono state queste proteste. Chiudere è assurdo, non è con lo sciopero che si risolvono i problemi. In ogni caso è ancora attivo in assessorato un tavolo di confronto per individuare modifiche necessarie. Anche se l’unico che può apportarle è comunque il ministero». I titolari dei laboratori stavolta sono perentori e se non ci sarà un proficuo “faccia a faccia” con i dirigenti dell’assessorato regionale per la Salute, sono disposti ancora di più ad inasprire la loro azione di lotta. Tutto questo a discapito dei cittadini, in particolare soggetti anziani e portatori di patologie particolari che si sottopongono periodicamente con analisi e indagini diagnostiche strumentali. I laborari analisi di Santa Croce Camerina – così come tutti gli altri – rimarranno chiusi da lunedì fino all’8 giugno. Poi si procederà ad erogare prestazioni solo a pagamento. Aprire solo per le urgenze crea problemi organizzativi, non è possibile spiegano i titolari dei laboratori analisi.

Redazione

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