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E’ stata una protesta assolutamente pacifica quella messa in atto da Giovanni Gurrieri, pizzaiolo senza lavoro ormai da mesi. Si è incatenato davanti all’ingresso principale del municipio di S.Croce, erano da poco passate le otto. Ben presto altri disoccupati si sono aggiunti a Gurrieri: la crisi colpisce duro e non lascia scampo a tutti quelli che non hanno un posto fisso; la crisi, ormai conclamata, del settore agricolo, sta mettendo a dura prova la tenuta del tessuto sociale camarinense e del circondario. Sono intervenuti immediatamente i carabinieri della locale stazione per capire cosa stesse succedendo e per controllare gli eventi. Il sindaco Franca Iurato, subito allertata, si è precipitata in comune, ha invitato i dimostranti all’interno del palazzo comunale ed in sala giunta ha voluto capire i reali bisogni dei soggetti interessati. L’esposizione delle problematiche è apparsa subito drammatica: bollette dell’ENEL arretrate non pagate, con distacco della fornitura, sfratto esecutivo e niente da mangiare. Un quadro desolante, a cui il sindaco ha potuto solo parzialmente dare risposta. Per quanto riguarda i generi di prima necessità, si può provvedere subito, idem per le bollette dell’ENEL, che saranno onorate con un contributo comunale. Stessa cosa per le scadenze che riguardano pagamenti nei confronti del comune. Niente da fare, invece, per la richiesta più pressante, ovvero un posto di lavoro per tutti i richiedenti. Il primo cittadino ha subito interloquito con la prefettura, nei giorni a venire si vedrà quello che si può fare. Intanto, i manifestanti hanno rimosso il blocco davanti al comune, avvisando che se nulla dovesse succedere nei prossimi giorni, qualcuno potrebbe ripetere l’insano gesto compiuto nei giorni scorsi a Vittoria e a Modica. Il comandante della locale stazione dei carabinieri, presente con un suo collega all’incontro, ha tentato di dissuadere chi aveva espresso l’intenzione di ricorrere a gesti estremi perché a tutto si può trovare rimedio. Il sindaco, profondamente scosso, ha garantito il suo interessamento personale affinché la situazione possa normalizzarsi. Fin qui la cronaca di una giornata difficile e drammatica per certi versi, con una certezza: se chi di dovere non interviene subito, parliamo del governo centrale e di quello regionale, di queste situazioni se ne vedranno tante. Il presidente Crocetta, evocato dai  manifestanti, deve incominciare a dare risposte serie al popolo siciliano, il tempo è scaduto, bisogna agire e subito.

Salvo Dimartino

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