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A Ragusa vanno in scena le larghissime intese: tutti i “vecchi” sulla barca di Cosentini

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Finalmente si è consumato il grande inciucio anche a Ragusa: tutti insieme PD, PDL, UDC, MEGAFONO, TERRITORIO, RAGUSA DOMANI, baroniani e presto si aggiungeranno anche gli antociani. Insomma un esercito corazzato di grandi numeri (sulla carta) contro un avversario che dovrebbe essere divorato in sol boccone. Tutte queste componenti dovrebbero servire alla causa di Cosentini, che dovrebbe vincere le elezioni facilmente e trovare spazio anche a chi è uscito grande sconfitto e che con una operazione degna di grande trasformismo è riuscito a garantirsi il quieto vivere per i prossimi anni (questi signori dovrebbero sapere che la politica va fatta per la città e per i cittadini non per se stessi). Tuttavia, l’esito elettorale ha dato già un responso anomalo ma chiaro: i numeri dicono che la coalizione di Giovanni Cosentini, quella di Nello Dipasquale e Peppe Calabrese, nemici storici prima, e alleati adesso, ha preso 16 mila 350 voti. Cosentini, quello di cui Calabrese dovrebbe fare il vice, ha preso 8 mila 877 voti. Ciò significa che Cosentini ai ragusani non è stato digerito granché. Dall’altra parte al ballottaggio c’è un giovane ingegnere, cattolico, salesiano, concreto, di nome Federico Piccitto, che potrebbe far saltare tutti gli schemi sulla base di una banale considerazione. Se Cosentini ha preso la metà dei voti della coalizione grazie al traino dei consiglieri comunali attraverso 5 liste, quanti voti prenderà senza? La gente messa di fronte ad una scelta tra il nuovo ed il vecchio sistema politico e le vecchie facce come si comporterà di fronte alle urne? Eppoi ci sono Giovanni Iacono (Partecipiamo) ed Enrico Platania (Movimento Città) che hanno affinità programmatiche, ma che non otterranno nessun apparentamento perché le regole dei Cinque Stelle non si possono cambiare. Lo statuto del movimento non ammette apparentamenti con nessuno, tuttavia, entrambi sarebbero intenzionati a dare l’appoggio programmatico a prescindere da ogni tipo di trattativa per sconfiggere l’amico comune Nello Dipasquale regista “dell’operazione Cosentini”. Ecco allora che l’outsider Federico Piccitto anche se sconfitto in partenza ha più probabilità di diventare primo cittadino di quanto non si intuisca a una prima analisi.

E’ bene affidarsi ancora al lupo che perde il pelo ma non il vizio oppure…?

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