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L’unione fa la forza… Domenica prossima si svolgerà il ballottaggio per l’elezione a sindaco in tre importanti comuni iblei: Comiso, Modica e Ragusa, capoluogo della nostra provincia commissariata dall’ex Governatore Lombardo. Gli apparentamenti più imprevedibili sono avvenuti a Modica e a Ragusa: il candidato di Modica, Giurdanella, ha “accolto” la ex candidata Giunta, offrendole, in caso di vittoria, la vice-sindacatura, mentre il candidato di Ragusa, Cosentini, ha cooptato l’ex candidato Barone, che, in caso di vittoria, diventerebbe uno dei suoi assessori. Ebbene, si potrebbe anche accettare la tesi, più volte enunciata dal mentore on.Nello Dipasquale, secondo cui le barriere ideologiche, specie in tempo di crisi economica, vanno superate e metabolizzate in nome dell’interesse del “territorio”, però resta il fatto che, prima del ballottaggio, ciascun candidato è stato avversario dell’altro e, quindi, ha condotto la propria campagna elettorale con l’obiettivo di procurarsi consensi a discapito dell’altro. Che coerenza c’è nel chiedere prima il voto per sè contro l’altro contendente e poi chiederlo a favore di quest’ultimo? Per non parlare, poi, dei programmi che in origine sono divergenti, se non confliggenti, e poi, nella tornata finale del ballottaggio, diventano miracolosamente compatibili e complementari! E ci meravigliamo se aumenta l’esercito degli astenuti! È vero, l’unione fa la forza, ma in politica l’unione di simboli, persone, ideologie, quando diventa commistione di idee ed interessi, ingenera confusione, e addirittura collusione… A Comiso è favorito il candidato del centro-sinistra mentre l’ altro sfidante ragusano, appartenente al Movimento 5 Stelle, non potendosi “imparentare” con altri (stante il diktat del leader Grillo), è destinato a soccombere. Tutto ciò accade mentre a Palermo si discute su come spendere i fondi europei! I maggiori quotidiani isolani ci hanno informato che se entro il 31 dicembre 2013 la nostra regione non riuscirà a spendere 600 milioni di euro (pari a 3,3 milioni al giorno!), incorrerà nel c.d. “meccanismo di disimpegno automatico”. In altre parole, l’Unione Europea offre ai siciliani un enorme aiuto economico, il quale va speso entro un termine preciso e perentorio, altrimenti andrà perduto, perché il non utilizzo viene inteso dalla comunità europea come non voluto dai destinatari!
Purtroppo i destinatari sono i siciliani che quei soldi li vorrebbero eccome, ma di fatto sono i dirigenti che hanno nelle loro mani il destino di questo inestimabile tesoro! E indovinate quali sono i dipartimenti meno virtuosi ed operativi? Sono quelli dell’Istruzione, della Famiglia dell’Ambiente, dell’ Urbanistica, del Turismo e dell’Energia… praticamente tutti o quasi… Forse è questa l’ennesima storia di ordinaria follia che si sta consumando sui destini dei nostri figli e dei nostri nipoti! Comunque far ricadere i fallimenti di una classe politica locale, regionale e nazionale su un esiguo gruppo di burocrati, mi sembra un atteggiamento, a dir poco, pilatesco! La programmazione e la definizione degli obiettivi, in base ai quali confezionare i progetti da finanziare con i fondi europei é, infatti, il compito precipuo della classe politica che, di volta in volta, si propone all’elettorato, almeno così dovrebbe essere in un sistema democratico e costituzionale come il nostro! Per esempio, nella nostra città in inverno occorrerebbe programmare la stagione estiva ed in estate quella invernale, proprio come fanno gli stilisti con le loro collezioni! E così, per esempio, una stradina come quella dedicata a Padre Pio a Punta Secca, che in inverno può anche essere trascurata e destinata ad un wc per animali domestici, in estate potrebbe essere restituita al suo normale uso e, magari con i fondi europei, potrebbe essere la via d’accesso a quella bambinopoli che manca nel borgo e che potrebbe essere ospitata in uno spazio adiacente (pare area pubblica!). E ancora. L’albergo che si trova in via Lampedusa a Casuzze, se d’inverno può essere lasciato tra polvere e sterpaglie, in estate, magari con i fondi europei, potrebbe rappresentare degnamente il nostro turismo, per esempio realizzandovi accanto una piazzetta, un belvedere, un lungomare… E così per la strada comunale che collega P.Secca a Casuzze (dal nome altisonante Corso Oceano Pacifico!) che d’inverno può restare poco illuminata, ma in estate, magari con i fondi europei, potrebbe essere riasfaltata e dotata di un percorso per ciclisti e podisti, nonché liberata dalle macchine parcheggiate su una corsia di marcia che ne restringe pericolosamente la carreggiata! Mentre il centro storico cittadino in inverno potrebbe essere recuperato e liberato da case pericolati e fatiscenti ed in estate derattizzato, lavato, arredato, controllato. E che dire delle poche ma preziose opere artistiche e storiche presenti in paese? La mappa della città antica, realizzata in ceramica calatina su una delle porte della casa comunale, è diventata lo sfondo di una panchina per extracomunitari sfaccendati, mentre il momumento per il quattrocentenario della fondazione è infestato dall’ umidità, come pure i fortini, emblemi della Grande guerra! E che dire del museo contadino? Magari con i fondi europei… L’elenco è dolorosamente lungo per chi come Cassandra è nata e cresciuta qui, ma se è vero che l’unione fa la forza allora uniamoci per far rinascere la nostra città e la nostra isola proprio come vuole l’Europa, ma facciamolo con coerenza ideologica ed onestà intellettuale che sono e saranno gli ingredienti principali della dolce democrazia.

Cassandra

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