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Lunedì pomeriggio, intorno alle 17, la Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Pozzallo ha ricevuto una segnalazione della presunta scomparsa in mare di due uomini, R.A, 69 anni e G.B., suo coetaneo, ambedue di Santa Croce. La giornata dei due pescatori era iniziata alle 8,30 del mattino, nel porticciolo turistico di Punta Secca, dove i due si sono imbarcati su un piccolo battello dotato di motore fuoribordo di circa 150 cavalli, per effettuare una battuta di pesca sportiva a circa 7-8 miglia a sud del suddetto porticciolo con la lenza. R.A. e G.B. hanno preso la direzione sud-est con mare calmo e condizioni meteomarine ideali. Verso mezzogiorno però il loro natante, per motivi che ancora non sono noti, ha cominciato a imbarcare acqua dalla poppa in modo così repentino che i due pescatori non hanno avuto il tempo di dare l’allarme con i telefoni cellulari. I loro tentativi di chiamata con i telefonini fallivano a causa della rapidità di affondamento della loro imbarcazione. I due diportisti hanno avuto, per fortuna, solo il tempo di indossare i giubbotti salvagente e si sono ritrovati in mare aperto senza poter chiamare aiuto.

Alle 17, non avendo avuto alcuna notizia, i familiari hanno fatto scattare l’allarme. La Capitaneria di Porto di Pozzallo, dopo aver avuto comunicazione dai colleghi di Gela, ha attivato in mare per le ricerche due motovedette e un battello veloce, unitamente a due gommoni messi a disposizione dai volontari della Protezione civile presenti nel porto turistico di Marina di Ragusa. Contestualmente, veniva richiesta l’emanazione, con procedura d’urgenza, di un “Avviso ai naviganti” alla Stazione radio costiera di Augusta, per informare tutte le unità in navigazione nell’area della ricerca di collaborare con l’Autorità Marittima ed infine, veniva impiegato anche un velivolo della Guardia Costiera tipo ATR 42, partito da Catania per effettuare delle ricerche aeree delle due presunte persone disperse. A seguito dell’attività di coordinamento e direzione delle ricerche, nonché dell’impiego di tutte le unità navali ed aeree utilizzate, a cui venivano subito assegnati precisi e specifici settori di mare da perlustrare, sia lungo costa che al largo, alle ore 19:55, uno dei gommoni condotti dai volontari del Gruppo della Protezione civile, partito dal porto di Marina di Ragusa, riusciva ad individuare, soccorrere e trasportare a terra i due naufraghi presenti in mare a circa 8 miglia a sud-ovest del porto turistico di Marina di Ragusa. Gli stessi infatti, dopo che la loro unità era definitivamente affondata, per cause ancora in corso di accertamento, avevano subito indossato i giubbotti di salvataggio di bordo, rimanendo in mare alla deriva ed in balia delle correnti, che li avevano poi trascinati nel punto del ritrovamento, a circa 8 miglia a sud-ovest del porto turistico di Marina di Ragusa.

Redazione

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