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Non c’è pace per gli abitanti di via Biancospino a Casuzze. Oltre all’eccessivo accumulo di rifiuti, che da anni li costringe a odori nauseabondi e all’invasione di animali randagi, anche la raccolta della spazzatura è diventata un problema. Con un esposto inoltrato al sindaco, infatti, un residente sottolinea come “il camion che effettua la raccolta dai bidoni collocati nella suddetta via, ogni due o tre giorni e a volte quotidianamente, mentre effettua lo svuotamento dei bidoni, rilascia sulla strada, non si capisce se accidentalmente o volutamente, un liquido nerastro di consistenza melmosa oltremodo maleodorante (…). Ho il timore che la sostanza in questione, oltre ad essere quantomeno sgradevole ai sensi, non sia idonea ad essere ammessa liberamente nell’ambiente, tantomeno sulla pubblica via, e soprattutto che possa essere nociva per la salute. Qualora questo accadimento dovesse ripetersi senza che da parte sua sia intervenuta alcuna rassicurazione – conclude la lettera indirizzata al primo cittadino Franca Iurato -, mi vedrò costretto a segnalare la cosa alle forze dell’ordine e alla magistratura”. Anche l’associazione Fare Ambiente, informata della problematica, esprime il suo sdegno: “I cittadini scrivono e continuano a segnalare disservizi, inadempienze e la mancanza di igiene nella nostra fascia costiera, con problemi seri che riguardano la salubrità pubblica. Nulla si muove però… da anni i problemi rimangono e non viene fatto nulla affinché chi paga le tasse possa affermare che S.Croce Camerina e le sue borgate – Casuzze, Caucana, Punta Secca, Torre di Mezzo e Punta Braccetto – ed il litorale di oltre sette chilometri di spiaggia, siano in modo efficace ed efficiente coperti da ciò che riteniamo “un diritto di civiltà” ovvero la pulizia e l’igiene. Ma la cosa che ci indigna ancor di più è la mancanza di confronto e di interlocuzione su temi che riteniamo che vadano costantemente monitorati quali il lavaggio dei cassonetti e l’inizio della differenziata nelle frazioni rivierasche. Ed infine se si vuole avere rispetto e pretenderlo  da tutti, basta applicare la democrazia, pratica che da tempo è poco diffusa e che potrebbe coinvolgere cittadini e associazioni a programmare con responsabilità gli interventi che evitino le molteplici proteste”. Sotto il testo della lettera che si trova protocollata al comune, da cui volutamente omettiamo i dati anagrafici del mittente.

 Redazione

 

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