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Per il primo cittadino della mia assolata S.Croce il ritorno in Consiglio comunale dopo la pausa estiva è stato, se non traumatico, sicuramente amaro e destabilizzante. La sua maggioranza (se ancora esiste!), non è riuscita a difendere una causa sicuramente giusta e meritevole, come quella della difesa del nostro ambiente da ricerche petrolifere scarsamente garantiste dell’eco-sistema, caldeggiata proprio dal Sindaco. Infatti, non si sa se per superficialità o ingenuità politica, l’unico punto all’ordine del giorno della seduta straordinaria del Consiglio comunale del 2 settembre, avente ad oggetto la problematica già detta, è stato bocciato dall’opposizione, stante l’imbarazzante assenza della maggioranza! Personalmente Cassandra non è entusiasta di questo epilogo, pur non avendo risparmiato critiche (spero garbate ed ironiche) all’attuale amministrazione, come del resto, all’attuale governo regionale. L’opposizione, infatti, non ha resistito alla tentazione di giocare a “braccio di ferro” con una compagine amministrativa che, non essendo abbastanza forte nei consensi, anziché dialogare con “l’altro”, ha scelto lo scontro e il metodo kantiano dell’imperativo categorico, ma ha completamente sbagliato i tempi ed i modi: non si gioca a chi è più furbo o più coeso su un argomento che di per sé non ha colore politico, ma richiede soltanto sensibilità civica! Quel consiglio comunale “doveva” concludersi con una decisione favorevole alla richiesta formulata dal sindaco di rifiutare l’ennesima speculazione del nostro già martoriato territorio, che avrebbe consentito proprio all’opposizione di dare prova, appunto, di maturità civica, ancor prima che politica. Tant’è che a distanza di pochi giorni dal nostro, un altro Consiglio comunale (quello di Ragusa) ha approvato un documento simile a quello nostro con cui si è fortemente detto “no” a tale forma di sfruttamento, rafforzando, così, quel “no” già formulato, in tempi non sospetti, dalla precedente amministrazione Di Pasquale, ottenendo da quest’ ultimo il giusto plauso. Quindi, è vero “lo scacco alla regina ” c’è stato, ma chi paga, ancora una volta, è l’opinione pubblica e la collettività! Ebbene, errare è umano, ma perseverare è diabolico e, perciò, invito l’opposizione a usare questo metodo di contestazione in sede di discussione ed approvazione del prossimo bilancio, se non altro per smentire chi ritiene e scrive che certi politici locali che attualmente ci amministrano siano “mastri ” ed altri, che magari ci hanno già amministrato con meno clamore ma tanta buona volontà e buoni risultati, siano rimasti absolute beginners, cioè “eterni dilettanti”. Infatti i politici che hanno ricostruito la nostra Nazione, dopo la seconda guerra mondiale (vi pare poco uno come Alcide de Gasperi, di cui vi invito caldamente a leggere la biografia?), non si sono mai sentiti “professionisti” della politica, ma semplici “servitori” della Nazione. Ma poiché oltre allo “spirito di servizio” possedevano anche competenza e determinazione, riuscivano a risolvere i problemi di una Nazione prostrata e distrutta mentre adesso al massimo si riesce a mettere pezze. Come l’ultima di nome Taser (acronimo di “tax service”), che ha il solo scopo di far scordare la famigerata Imu, ma che, di fatto, andrà ad incidere sulle tasche dei “soliti noti”, cioè sulla classe borghese e sulle famiglie. Cassandra teme che i servizi continueranno a scarseggiare, la disoccupazione continuerà ad attanagliare i giovani, perché manca nella nostra classe dirigente il coraggio di attaccare i “poteri forti”, come le banche e le holdings finanziarie, e di sconfiggere definitivamente il potere economico delle organizzazioni criminali, il cui fatturato potrebbe sanare il debito pubblico di uno Stato. Questa è la realtà in cui lavoriamo e produciamo e certo donne di buona fede e di buona volontà come il nostro Primo cittadino o il nostro Presidente del Consiglio comunale o la nostra Presidente della Camera poco possono fare per migliorare la realtà. Ma ciò nonostante resistono e insistono. Quindi per il loro coraggio ed la loro perseveranza diciamo in coro: “God save the Queen” e lo scacco matto riserviamolo per una volta al re (quello che vive ad Arcore, per esempio!).

Cassandra

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