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Il direttore generale della Jobbing Santa Croce, Claudio Agnello, in una intervista spiega il nuovo corso della collaborazione delle due società camarinensi, che ha portato alla nascita della nuova scuola calcio e a una nuova vita per il calcio a Santa Croce Camerina. Il dirigente, inoltre, ha risposto alle nostre domande a tutto campo sulle condizioni del calcio dilettantistico.

DOPO DIVERSI ANNI DI TIRA E MOLLA FINALMENTE IL S.CROCE E LA NUOVA KAMARINENSE SI UNISCONO IN UN UNICO E CONDIVISO PROGETTO SOCIETARIO

 “L’unione tra le due società è stato un passo storico quanto fondamentale per il futuro del calcio a S.Croce. Aver deciso di unire le forze è stato un grande esempio di maturità sportiva oltre che di intelligenza gestionale. Questa stagione servirà a far si che il nuovo quadro societario si assesti creando l’amalgama giusta per consolidare delle basi solide e durature. Nel frattempo però ci sarà parecchio da lavorare per iniziare a raccogliere i primi frutti”.

LA BUONA GESTIONE SOCIETARIA, IL DURO COMPITO DI CHI SI IMPEGNA AD AMMINISTRARE FUORI DAL CAMPO

“Per tenere in vita una società di calcio non conta esclusivamente detenere una forza economica rilevante, conta di più come questa viene amministrata ed investita. Far riferimento sulle proprie reali forze economiche, selezionando le giuste priorità, insieme ad una buona gestione delle risorse umane a disposizione, fanno sì che una realtà sportiva, a qualsiasi livello sia, riesca a perdurare nel tempo e chissà, magari anche a crescere. Con i bilanci in pareggio e con qualche investimento mirato si può riuscire a raggiungere i propri reali obiettivi sportivi ma soprattutto si possono avere i mezzi e gli argomenti per potersene prefissare degli altri”.

LA CRISI DEL CALCIO DILETTANTISTICO, SUBIRLA O AFFRONTARLA?

“Le forze economiche sono carenti dappertutto ma invece di piangerci addosso bisogna rimboccarsi le maniche, tornare con i piedi per terra ed accettare questa realtà. Tutti gli addetti ai lavori dobbiamo avere la maturità, quando la necessità, di trattenere le proprie ambizioni tecniche e sportive per non mettere a rischio le sorti di una intera società di calcio. Le vere sfide sono quelle difficili da superare e se si vuole raggiungere un obiettivo di crescita bisogna programmare, basandosi su dati reali e non su fantasie”.

IL CALCIO GIOVANILE

“La realtà calcistica di S.Croce vanta negli ultimi anni una crescita importante sotto l’aspetto organizzativo e gestionale ma se spostiamo i riflettori sul mondo del calcio giovanile ci sono parecchie cose da rivedere. La nuova Jobbing S.Croce e la Nuova Kamarinense avranno l’arduo compito di iniziare il proprio cammino di unione proprio da questo settore, perché la crisi che sta attanagliando il calcio dilettantistico lo richiede. Abbiamo lavorato tanto in estate per creare una struttura giovanile di tutto rispetto che potesse dare all’utenza un servizio serio e professionale. Pensiamo di aver fatto delle scelte ponderate, scegliendo uno staff tecnico di tutto rispetto con istruttori preparati (Benedetto Puglisi, Calogero La Vaccara, Danilo Gurrieri e Ivano Di Martino) coordinati dal responsabile tecnico Michele Santoro. Abbiamo posto le fondamenta per una struttura importante e non intendiamo fermarci, anzi faremo di tutto per migliorare ancora e fornire un servizio completo”.

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