Elettronica, Elettrodomestici, PC, Telefonia, Smartphone | Video Più Shop

Seconda sconfitta in terra agrigentina per la Jobbing Santa Croce che, dopo la rocambolesca debacle di Canicattì, cede le armi contro la Sant’Angelo di Aragona allenata da mister Comito. Una sconfitta che lascia fortemente l’amaro in bocca alla società cara al presidente Marco Agnello, che ha assistito ad una gara nella quale la propria squadra ha badato solo a difendersi, senza fare un’opposizione offensiva valida. L’amarezza è rafforzata soprattutto se si considera che i locali nell’ultimo quarto d’ora hanno giocato in inferiorità numerica (in dieci uomini in occasione della rete del vantaggio e, addirittura, in nove uomini pochi minuti dopo). Le altalenanti prestazioni dei camarinensi iniziano a preoccupare la dirigenza camarinense che a sei giornate dall’inizio del campionato di Promozione, ancora, non è riuscita a capire la consistenza reale del collettivo. I risultati convincenti, soprattutto fra le mura amiche, infatti, si contrappongono alle sconfitte in trasferta che ne ridimensionano immediatamente le ambizioni. Non si escludono, quindi, interventi da parte della società che cercherà, sicuramente, un confronto con il tecnico per capire le difficoltà che la squadra incontra fuori dal “Kennedy”, anche contro compagini modeste, come la Sant’Angelo di Aragona. Forse i soli tre punti in classifica con cui i padroni di casa si presentavano domenica, avevano illuso la squadra allenata da Bellio, ma il campo ha mostrato una realtà ben diversa da quella che si aspettavano i camarinensi. La formazione locale, facilitata dalla remissività degli iblei, iniziava ad attaccare con grande determinazione fin dai primi minuti di gioco, fermamente decisa a cogliere la prima vittoria casalinga stagionale. I locali dopo il primo tempo chiuso sul nulla di fatto, trovavano la rete del vantaggio alla mezzora della ripresa grazie a una leggerezza difensiva della Jobbing, e, nonostante la doppia inferiorità numerica, riuscivano a conquistare la vittoria e i tre punti. I camarinensi, invece, apparsi distratti e privi di quel mordente tipico delle squadre di rango, rimanevano con un pugno di mosche in mano e, in vista del derby di domenica prossima contro il Real Biscari, non gli restava altro che fare tanta autocritica e meditare sugli errori commessi in campo.

Fabio Fichera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Guarda anche

Calcio a 5, Zocco spinge il Kamarina: “Quel k.o. a tavolino è il nostro stimolo”

Il Cs Kamarina torna a respirare aria di casa: sabato alle 17 la formazione di Peppe Marin…