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Il progetto d’intervento pubblico “Banda larga nelle aree rurali”, promosso dal Mipaaf, è stato approvato dalla Commissione europea nel 2012 e tutte le Amministrazioni vi hanno aderito, compresa la Regione Sicilia. L’Agenda digitale della Commissione europea ha confermato l’obiettivo della strategia EU 2020 di portare la banda larga di base a tutti i cittadini europei entro il 2013, nonché quello di assicurare che gli stessi, entro il 2020, abbiano accesso a connessioni molto veloci superiori a 30 Mbit/s. Un altro obiettivo molto ambizioso è quello di far abbonare almeno il 50% delle famiglie a servizi internet con una velocità di connessione superiore a 100 Mbit/s. In tale ambito, come già sottolineato in passato, il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha ricondotto e collegato nel Piano Strategico Nazionale (PSN) la priorità strategica relativa alla banda larga alla Misura 321 “Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale”. Tutto ciò, al fine di favorire la crescita, la diversificazione, le innovazioni nell’economia delle aree rurali e la riduzione dell’isolamento fisico e geografico nelle zone più marginali. Le Regioni e le Province autonome hanno successivamente modificato i programmi di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013 per attivare la misura. La dotazione finanziaria dell’intervento ammonta a circa 149 milioni di euro fra finanziamenti comunitari provenienti dal FEASR e dai finanziamenti nazionali. Il progetto si attua attraverso due tipologie di intervento. La prima prevede la realizzazione di infrastrutture di proprietà pubblica di “backhaul” in fibra ottica e la successiva messa a disposizione delle infrastrutture realizzate agli operatori, anche nuovi entranti, di servizio fisso e mobile. Il backhaul in fibra ottica costituisce il primo elemento necessario per favorire l’evoluzione verso la rete di nuova generazione (NGN), ha una durata di almeno 30 anni e, essendo una rete aperta ed accessibile, ne possono beneficiare tutti gli operatori interessati. La seconda tipologia è basata sul sostegno all’acquisto di terminali di utenza, quali ad esempio quelli satellitari, che possano garantire una connessione veloce laddove le condizioni fisiche dei territori non permettono la realizzazione delle opere infrastrutturali terrestri. Tutte le regioni hanno attivato la prima tipologia, mentre la seconda sarà attuata nelle aree che non riusciranno a essere coperte dalle infrastrutture in fibra ottica. In questi giorni, con l’autorizzazione rilasciata dal comune, a Santa Croce si stanno realizzando i lavori relativi al collegamento della rete da Santa Croce Camerina (opera realizzata già in precedenza) a tutte le borgate della fascia costiera (P.Secca, Caucana, Casuzze e P.Braccetto) prive ad oggi di rete ADSL, raggiunte solamente attraverso ponti con collegamento wireless e quindi con un segnale debole. Nelle prossime settimane i lavori proseguiranno in parte via terra nelle borgate della fascia costiera già menzionate e in parte attraverso l’installazione di sistemi satellitari. La fase successiva a quella della realizzazione delle infrastrutture sarà quella della gestione delle stesse attraverso le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’infrastruttura e la cessione agli operatori delle telecomunicazioni (Telecom) delle infrastrutture a condizioni eque e di mercato. Molte Amministrazioni hanno previsto il completamento dei lavori entro il 2013 in accordo con l’obiettivo di portare la banda larga a tutti i cittadini entro tale termine. Probabilmente verranno rispettati i tempi anche nel nostro comune.

Redazione

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