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Cassandra vuole mutuare il tema del proprio editoriale dal famosissimo film dell’indimenticato regista italiano, Federico Fellini: Amarcord. Il cui significato, nel dialetto romagnolo, è: “io mi ricordo”… Infatti questa espressione, che esprime sostanzialmente nostalgia per qualcosa che non c’è più, ma anche, implicitamente, smarrimento di chi è consapevole che non si può tornare indietro, calza a pennello per descrivere l’attualità politica nazionale, regionale e locale. A Roma (vuoi per la storia comune di Letta ed Alfano, vuoi per la neo-nata scissione tra alfaniani e berlusconiani, vuoi per la battaglia epocale tra renziani e non) si sente nostalgia della Democrazia Cristiana e del Compromesso storico che Berlinguer e Moro cercarono di concretizzare e che, ahimè, produsse il tristissimo fenomeno delle Brigate rosse e, forse, fomentò la macabra idea del rapimento e della barbarica uccisione dello stesso Aldo Moro. A Palermo i grillini hanno nostalgia del giacobinismo spicciolo ed irresponsabile che scosse la Francia post-rivoluzionaria e che produsse il c.d. periodo del Terrore, nostalgia fomentata dagli stessi soggetti che quel capo-popolo di Crocetta lo hanno imposto e voluto. A Santa Croce qualche politico che non riesce ad andare in pensione evoca ancora tempi politici dominati da figure istituzionali affatto ingenue e disinteressate, le cui scelte e decisioni ancora oggi sono pagate dalla collettività a carissimo prezzo e che sono stati eccellenti in una qualità specifica: insegnare l’arte bipartisan del clientelismo, del nepotismo e del “do ut des” anche a molti dei loro nipotini politici! Purtroppo tutto ciò determina scoramento e disincanto proprio in quei giovani che dovrebbero, anzi devono, prendere in mano il loro destino per farsi accompagnare solo dall’esperienza dei “senatores” che vogliono il loro bene, materiale ed intellettuale. Cassandra ricorda ai gentili lettori che l’ultima campagna elettorale – locale, regionale e nazionale – ha visto, come non succedeva da anni, la partecipazione di giovani, magari inesperienti, ma, vivaddio, entusiasti, coinvolti e coinvolgenti! E se per loro fare politica significa attuare il c.d. “reddito minimo di cittadinanza” o creare il c.d. “movimento No Muos e no Tav”, o ottenere le riprese in streaming del locale consiglio comunale, ascoltiamoli! In una democrazia ogni generazione ha diritto di avere degli ideali ma anche degli interessi specifici da patrocinare, che meritano comunque rispetto. Naturalmente, come ogni principiante, il giovane politico deve imparare e rispettare le regole, almeno quelle che evitano che il sistema si inceppi, se vuole acquisire la credibilità necessaria a renderlo protagonista del cambiamento e delle migliorìe di cui da troppo tempo (ahime!) necessita il sistema-Italia. Cambiamento e migliorìe che non possono non coinvolgere la c.d. base. Quale quella attivata con uno strumento, forse discutibile ma efficace come facebook, rappresentata dalle numerosissime giovani mamme (ma anche papà) che hanno (finalmente!) ripopolato la piazza principale del paese e che, purtroppo, altre mamme, attualmente titolari di importanti ruoli istituzionali, volevano inibire in una pubblica sede qual è la biblioteca comunale, magari dopo averle omaggiate nel Palazzo con una copia della Costituzione Italiana (a cui anch’esse dovrebbero attingere!). Si tratta di una base che si proccupa dell’incolumità dei propri figli e che vuole essere soggetto attivo e stimolante di una realtà diventata ingestibile: quella della convivenza pacifica in una società multietica e multirazziale. Realtà che non si puó migliorare evocando terribili leggi di un passato mai dimenticato, come qualche collega editorialista propone!  Un consiglio spassionato: sostituite tutti gli “Amarcord” che vi propinano con l’entusiasmo, la passione e la buona fede dei vostri anni migliori, giovani mamme e giovani politici, conditeli con una buona dose di informazione e di preparazione e… avrete fatto la vostra piccola, unica, reale rivoluzione!

Cassandra

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