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Salve a tutti cari lettori, oggi parleremo di attività motoria in adolescenza. Come sappiamo l’attività motoria è uno strumento operativo molto importante per affrontare il disagio giovanile nella società odierna, sia per il mantenimento della forma psicofisica ed ancora per la ricerca del talento vero e proprio, perché è a questa età che si possono scoprire le eccellenze e mai prima altrimenti si creano conflitti tra il gruppo dei pari o si può perdere il talento stesso, magari scoperto prematuramente. E’ interessante constatare come l’attività motoria e sportiva possa affrontare le tematiche collegate al disagio giovanile, promuovere e ricercare il benessere dei giovani. L’ascolto attivo, l’accettazione, la fiducia, il rispetto e l’empatia sono i pilastri fondamentali, le strategie educative giuste, un rimedio facile e di immediata attuazione per sconfiggere il fenomeno del bullismo e le varie tipologie di “disagio” palese o latente. Chi è il bullo? Nell’immaginario collettivo questo prototipo viene identificato con due estremi, due poli “positivo–negativo”, dalla spavalderia alla violenza. L’adolescenza è un meraviglioso periodo dell’esistenza nel quale si viene a contatto con la propria identità, si scopre ciò che veramente sta dentro ciascuno di noi e si sente una grande voglia di andare avanti verso la vita, di sentirsi riconosciuti per come si è, unici, irripetibili e proprio in questo “puzzle educativo” sia i genitori che gli educatori sono “i tasselli fondamentali”, delle figure positive, preponderanti per l’acquisizione, il mantenimento ed il rafforzamento dell’equilibrio interiore di ogni ragazzino. Il disagio giovanile è sempre esistito, ma ciò che preoccupa oggi è il notevole incremento di questo fenomeno che appare incongruente in un contesto come quello attuale, in cui proprio gli adolescenti possono disporre di molti input, di una marea di strumenti che alle volte possono essere un bene e alle volte possono essere la strada dell’eccesso di poli opposti e di estremi che portano a situazioni negative. Una forte emulazione, un forte disinteresse, ad esempio, sia tra compagni, sia dei genitori che degli insegnanti può portare al vuoto interiore ed a varie manifestazioni di disagio, ad un’ampia gamma di comportamenti lesivi dell’integrità psicofisica laddove, la forza interiore e la genuinità di ogni ragazzino scema ed il rifugio è proprio il comportamento deviante. Con questo pensiero scritto su in calce intendo inviare un messaggio chiaro e forte a chi vive nell’affascinante realtà di un mondo contorto che sta sprofondando nel lastrico. La letteratura sportiva e l’esperienza fatta sul campo con ragazzini a livello della ginnastica per la ricerca della buona postura mi ha fatto capire il come sia importante rapportarsi empaticamente con i discenti nel profondo, a livello coscienziale, per l’arricchimento della coscienza vera e propria.  Il valore dell’attività motoria va ben oltre la sfera puramente fisica e trova la giusta collocazione in una visione olistica dell’uomo dove il corpo e la mente collaborano e si integrano in sintonia per uno equilibrato sviluppo.

Lucy Licitra 

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