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Salve cari lettori, oggi tratterò di ginnastica nella terza età e della sua utilità. Ci domandiamo: ma la vecchiaia è una malattia? Intanto è importante dire che la vecchiaia, in quanto tale, non è una malattia anche se la macchina umana a lungo andare va a deteriorarsi. Sappiamo tutti che l’età senile è un periodo critico dell’esistenza: gli acciacchi sono più frequenti, si è più deboli ma sicuramente, da un certo punto di vista, essere arrivati al traguardo è una vera fortuna. Il conduttore della ginnastica della terza età dovrà essere in grado di gestire il corso di ginnastica nel migliore dei modi ed affrontare tutti i problemi tipici dell’età senile. Ci domandiamo: quando una persona smette di essere giovane e diventa adulta? Quando una persona smette di essere adulta e diventa anziana? Esiste un’età anagrafica individuale, un’età biologica e un’età psicologica. Le persone vanno avanti, per cui l’anziano non esiste: la parola “anziano” non è sinonimo di “parcheggio” o di “ghetto”; gli anziani sono persone che hanno un maggiore numero di anni, che hanno bisogno di una ginnastica evoluta dove ognuno di loro manifesta i propri stati d’animo con lo strumento della creatività e del linguaggio del corpo. In un corso di ginnastica per età senile è fondamentale la parola flessibilità, sia dal punto di vista della fisiologica dell’apparato locomotore sia come atteggiamento di vita, laddove domina il pensiero divergente e non gli stereotipi e i pregiudizi. Gli anziani devono essere i protagonisti delle lezioni pronti alla ricerca delle loro radici e di nuove soluzioni per superare tutti gli acciacchi che l’età stessa riserva. Insomma, la ginnastica per anziani deve essere come una metafora della vita dove ricercare soluzioni biomeccaniche alternative, soluzioni consone ai problemi di ogni persona, dove l’ambiente deve essere confortevole, accogliente e ovattato: lo spazio comunicativo gradevole, laddove l’autorevolezza e la competenza sono pilastri fondamentali per la costruzione di un loro spazio interiore dove è assente il giudizio, l’etichettatura, la classificazione in categoria, quindi uno spazio in cui sia vivo l’interesse umano. Ogni persona, quando arriverà al centro diurno, sarà munito di certificato di stato di buona salute e di tanta motivazione. Il cerchio o legamento, il giunco, l’adepto incrociato, la talpa, la vetta, la danza tra le posture, la fiamma, l’aquila, il collo di pelliccia, il contatto, la posizione grounding e così via saranno esercizi e figure motorie proposte all’interno della lezione proprio per ricercare la massima armonia di se stessi con il gruppo. La gestualità e le storie personali nel nostro cammino motorio serviranno a conoscere i nostri beniamini che con l’andare avanti del corso si scopriranno interagendo con lo strumento ginnico creativo. Viva l’anziano.

                                                                                                                               Lucy Licitra

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