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Indovina, indovinello? Cos’è questo e cos’è quello? Così si diceva ai bimbi, cresciuti senza Internet, come lo è stata Cassandra, per attirare la loro attenzione magari mentre la mamma li imboccava o cercava di tenerli qualche minuto quieti sulle ginocchia… Adesso sono i poveri italiani a farsi queste domande in un inizio d’anno moscio ed incerto proprio come quello appena lasciato alle spalle! Iniziamo da Roma. Qui il Cavaliere Berlusconi non molla, anzi gioca all’attacco, non solo del suo ex pupillo Alfano, ma anche, e soprattutto, del Capo del Governo Letta, costretto ad esitare con i suoi una legge di stabilità destinata più a saldare il debito con uno scomodo alleato che a curare i malanni economici della middle-class nostrana! Sempre nella città eterna si è spostata la scalata a Palazzo Chigi del Sindaco dei Sindaci, Renzi, il quale, diversamente da un sindaco donna di una sperduta isola del Mediterraneo (il cui cognome è familiare a Cassandra), lascia orfana la città di Firenze e, novello Giustiziere, impone la sua cura ricostituente al sistema- Italia!

Passiamo per Palermo. II Governatore Crocetta si è presentato ai siciliani come l’uomo della riscossa, in primis contro la mafia dei colletti bianchi! Ma anche contro i pregiudizi e a favore dei diritti civili. Cassandra cita testualmente dall’incipit del libro autobiografico del nostro leader isolano (dal titolo: ” E io non ci sto” ed.Longanesi): “Quando venni eletto per la prima volta sindaco di Gela, i quotidiani, anche i più attenti e prestigiosi, titolarono puntando sul fatto che fosse stato eletto ‘il primo sindaco gay d’Italia’… E ancora a p.171: “per un uomo politico le promesse fatte in campagna elettorale sono la parola d’onore…”. Ebbene, Governatore, lo dica ai precari, ai lavoratori che stanno presidiando la Palermo-Catania e, soprattutto a noi ragusani, commissariati anzitempo dal suo nemico-amico Lombardo! Proprio noi che avevamo un Presidente di Provincia eletto, super partes, il migliore d’Italia, il quale rappresentava degnamente una minuta porzione di Sicilia definita ‘la California del sud’ e, comunque, riconosciuta ‘patrimonio dell’Unesco’! Cassandra suggerisce umilmente: Ella legga o, meglio, rilegga Cervantes ed il suo capolavoro Don Chisciotte e mediti, mentre i siciliani onesti continuano a sperare che i propri figli ed i propri nipoti possano finalmente respirare aria pulita, sia di monnezza che di fatue promesse!

E, dulcis in fundo, la città a cui Cassandra è legata da un amore profondo e ferito: S. Croce Camerina. Il primo cittadino, pur armata di buoni propositi e del tutto dedita alla cosa pubblica, stenta a raggiungere i risultati promessi, spesso senza averne alcuna responsabilità. Purtroppo l’opinione pubblica non percepisce questo impegno quotidiano dell’attuale governo locale, al contrario ne resta disorientata… Per una categoria produttiva “coccolata e viziata” (quella degli agricoltori….), ce n’è un’altra “emarginata” (per esempio quella dei commercianti che, di fatto, si sono autofinanziati il Natale 2013!). Per un’opera pubblica realizzata in precedenza (vedi fontana tricolore, ma ancor prima Casa don Gnocchi), ce n’è un’altra annunciata ancor prima di essere finanziata (vedi ex Caserma della Guardia di Finanza di P.Secca!). Per un numero elevato di dirigenti comunali ben pagati c’è un altrettanto numero di esperti esterni, forse incaricati anche di vegliare su scelte politiche che dovrebbero restare libere! Ma per quale perversa ragione i cittadini devono continuare a subìre una politica altalenante e barcollante? Casa-famiglia sì, casa-famiglia no? Fontana tricolore accesa, fontana tricolore spenta? Ex Caserma rasa al suolo o acquisita per uso pubblico, magari con finanziamenti privati? Marchio collettivo per gli agricoltori sì, sgravi ed incentivi fiscali anche per altre categorie produttive no? La politica, per assicurare progresso, dovrebbe essere continuità di azioni, non discontinuità o, peggio, conflittualità di azioni! E tutto ciò mentre il territorio è infestato di trafficanti, delinquenti, anche di importazione, le nostre case e campagne saccheggiate dai nuovi Unni, i nostri giovani costretti a riprendere le valige dei loro nonni emigranti per ripartire con dentro lauree, master, sacrifici di genitori e sogni da coltivare nell’arido terreno della precarietà! Con l’aggravante di un nuovo e spassoso giochetto: il toto assessore in quota rosa! Cassandra, da donna, anch’essa in carriera, non ha mai condiviso la scelta politica delle c.d quote rosa, proprio perché aveva già, in tempi non sospetti (fine anni ’90), predetto (naturalmente non creduta), che nei fatti i risultati, in primis per le donne stesse, sarebbero stati disastrosi: essere scelte per genere e non per capacità e passione a ricoprire una carica istituzionale è quanto di meno gratificante possa succedere nella vita! Forse il nostro paesello è diventato una sorte di Regno di Camelot, dove la regina Ginevra conquista e turba l’Ancillotto senza subìre l’ira di Re Artù!

Cassandra

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