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Suscitano le perplessità di Legambiente e il circolo “Il Carrubo”, gli interventi di ripascimento e il pennello a mare delle spiagge di Punta Secca e Caucana. Le due associazioni, particolarmente attente a tutte le questioni ambientali, fanno notare come “le sabbie previste dall’intervento sono di dimensioni minori di quelle attualmente presenti nella spiaggia e per questo si ritiene che saranno facilmente erosionabili e quindi l’intervento potrà avere una vita limitata. È verosimile che il pennello proteggerà la spiaggia e quindi potrebbe favorire almeno in parte la stabilità delle sabbie ripascite, però ridurrà anche l’idrodinamismo, e dunque la circolazione e ricambio delle acque, già per altro precari in quanto la spiaggia è limitata da due promontori rocciosi: questo fatto, unitamente al fatto che la spiaggia è molto frequentata in estate, può ridurre le qualità delle acque per la balneazione. Non solo: il pennello come il ripascimento verranno eseguiti in corrispondenza del promontorio ovest della spiaggia, dove si riscontra la presenza di uno sviluppato posidonieto che non ci risulta sia stato cartografato e quindi non rappresentato nella corrispondente cartografia. La costruzione del pennello, e soprattutto lo sversamento delle sabbie proprio sul posidonieto, produrranno la morte immediata delle piante marine e e la perdita dell’importante ecosistema associato. Ricordiamo che i posidonieti sono ambienti inseriti nella direttiva europea Habitat, quindi ambienti di importanza comunitaria, sui quali tra l’altro basare l’istituzione di S.I.C., nonché aree di estrema importanza per l’ossigenazione ed il ripopolamento naturale del mare, e quindi anche per la pesca. Inoltre le praterie di posidonia hanno anche un effetto anti erosivo: si avrebbe così il paradosso di un intervento antierosivo artificiale (costoso ed impattante) che elimina un elemento antierosivo naturale (a costo zero)! Pertanto le due associazioni chiedono che ci sia una immediata moratoria dell’inizio dei lavori previsti, al fine di valutare adeguatamente la valenza del progetto e la sua ricaduta sul sistema costiero interessato”.

Redazione

2 Commenti

  1. Osservatore

    14 gennaio 2014 a 11:25

    …quante belle argomentazioni!!! “Inoltre le praterie di posidonia hanno anche un effetto anti erosivo”… difatti, come tutti notiamo, hanno talmente tanto scongiurato l’erosione che sta crollando TUTTO il costone. In sostanza: lasciamo che il porto di Marina e tutte le altre strutture realmente impattanti sconvolgano (nel vero senso della parola, questo SI!) tutta la fascia costiera senza che nessuna “lega” spenda una sola parola (mi sorgono molti dubbi… come mai?), e continuiamo a far “sparire” le spiagge di S. Croce (la prossima è P. Secca, già molto erosa)! MA NON E’ CHE PER CASO QUALCUNO ABBIA INTERESSI PROPRIO A QUESTO?… ricordo, per inciso, che da Anni qualcuno continua a “blaterare” di annettere Casuzze (e chissà, magari Caucana) al territorio di Ragusa giocando sulla ignoranza (nel senso di NON CONOSCENZA DELLE LEGGI) dell’Elettorato!!!… mha!

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  2. un tecnico

    14 gennaio 2014 a 16:11

    salve,
    io devo fare i complimenti a chi ha scritto il primo commento…
    purtroppo non abito li da quelle parti ma conosco molto bene la situazione costiera perche’ spesso mi ritrovo li dai miei e precisamente in Caucana. belle, molto belle ed interessanti le parole di chi, con tanto ardore, ha declamato frasi fatte e situazioni inverosimili ed incomprensibili per la maggiorparte di chi avra’ letto la notizia. Purtroppo la costa, interessata in parte da un dislivello tra la battigia e la fascia carrabile, si presenta ormai in una petosa situazione di pericolo pubblico, vedendo ormai eroso tutto il costone su cui insiste la viabilita’. Questo evento si presenta gia’ da parecchio tempo, con relativa chiusura della carreggiata stradale e col picchettamento della rimanente. Finalmente dopo diversi anni viene presentato un progetto di riconsolidamento del costone che a parer mio, e sono un tecnico, e’ letteralmente deleterio e minimalista per quello che in realta’ e’ il vero problema strutturale, paesaggistico e funzionale, specialmente nell’arco di lotto caucanense tra i due promontori. quello che mi domando e credo sia quello che di chiede la maggiorparte di chi legge…. ma dove si trovavano questi “scienziati additatori” quando fu presentato il progetto??? tutti questi pseudo ambientalisti che riescono a dire la loro… perche’ non si son fatti avanti quando era il momento… dando magari il giusto contributo in fase di pre progettazione dell’intervento senza uscirsene fuori adesso come dei funghetti da sottobosco? per quanto poi riguarda l’annessione delle contrade di Casuzze… Caucana e Punta Secca al Comune di Ragusa… beh io personalmente amo Santa Croce Camerina dal Profondo del cuore… ma purtroppo questo piccolo paese e le sue istituzioni non hanno saputo gestire al meglio in tanti anni la strutturazione costiera ed i propri cittadini. Ben venga Ragusa a questo punto se le prospettive son quelle di rendere questi piccoli centri costieri alla stessa stregua della fiorente Marina di Ragusa!!!
    saluti cari a tutti dalla Calabria… C. M.

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