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I militari della stazione Carabinieri di Santa Croce Camerina, in esito ad alcuni servizi d’osservazione svolti in diverse fasce orarie per alcuni giorni, con l’ausilio di un elicottero del 12° Nucleo CC di Catania Fontanarossa, hanno scoperto una grossa cava di materiale sabbioso in località Branco Piccolo del Comune di Ragusa e denunciato due persone per diversi reati, sequestrando loro tutti i mezzi d’opera. I militari della stazione di Santa Croce, nel corso dei quotidiani e ininterrotti servizi di controllo del territorio, s’erano accorti che sulle pendici della collinetta di Branco Piccolo, tristemente nota per il villaggio vacanze da anni abbandonato, qualcuno quotidianamente stava scavando la terra sabbiosa dalle pendici del piccolo rialzo (nel punto più alto è di ventuno metri). Per alcuni giorni i militari hanno tentato di cogliere questi autoproclamati cavatori, provando a cambiare orari. Il terzo giorno, finalmente, alle sei del mattino, i militari hanno sentito accendersi un grosso motore diesel. Di corsa sono intervenuti per interrompere il crimine. Al loro arrivo però i due furbetti s’erano già caricati su un rimorchio 20 metri cubi di sabbia. Scoperti, i due hanno avviato la versione melodrammatica dei fatti. Uno dei due aveva bisogno di terra di riempimento per il giardino di casa e l’altro s’era prestato – da vero amico – di aiutarlo con il proprio escavatore. Quest’ultimo, peraltro ha riferito di essere il custode del “villaggio” c.d. “Valtur”, quell’ammasso di ruderi marciti che si trova tra la collina e la spiaggia. I terreni ove insiste l’incompiuto villaggio sono di proprietà della Mediterraneo Villages SpA, società che originariamente era mista tra la Valtur SpA e lo Stato Italiano. Poi, si sa, il patron della Valtur, il commendatore Carmelo Patti, è finito nei guai, prima per difficoltà finanziarie col gruppo Valtur, poi additato dalla Direzione Investigativa Antimafia quale prestanome nientepopodimeno che del super boss latitante Matteo Messina Denaro. La Valtur, uniproprietaria di Mediterraneo Villages, è quindi indirettamente proprietaria del villaggio incompiuto di Kamarina. Iniziato tanti anni or sono e mai finito, fa bella (brutta) mostra di sé tra la spiaggia e la collina, circondato da un muro di contenimento piuttosto alto.

I due soggetti fermati, L.O. 57enne e N.S. 49enne, entrambi vittoriesi, dunque hanno affermato di non avere assolutamente nulla a che fare con la produzione di calcestruzzo e/o con la vendita della terra per qualsivoglia altro fine, se non per uso personale, a casa del secondo. La circostanza appare quantomeno singolare ai CC di Santa Croce, anche perché tre dei quattro mezzi d’opera che sono stati trovati in loco e sequestrati, sono di proprietà d’imprese dedite all’edilizia, alle escavazioni e ai lavori stradali, con sede tra Vittoria e Acate. I due compari sono stati deferiti a piede libero alla Procura della Repubblica di Ragusa per le ipotesi di reato di furto aggravato, deturpamento di bellezze naturali, omessa comunicazione dell’esercizio dell’attività estrattiva, esecuzione di lavori senza autorizzazione in area d’interesse paesaggistico. Tutta l’area interessata, infatti, e quella circostante, è indicata sia dalle mappe della Regione Siciliana, sia da quelle del Comune di Ragusa come d’interesse paesistico e archeologico, ricompresa nel perimetro del “parco archeologico di Kamarina”. Aggravata quindi la posizione degli indagati che devono rispondere della violazione del T.U. beni culturali.

Redazione

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