Elettronica, Elettrodomestici, PC, Telefonia, Smartphone | Video Più Shop

La sera del 16 gennaio dalla periferia di Santa Croce si vedevano tante fumarole levarsi verso il cielo. Complice una serata fredda ma mite, tanti santacrocesi si sono riversati nelle strade ed hanno mantenuto viva la tradizione dei falò di Sant’Antonio. Nonostante la crisi, nonostante gli impegni, la gente comune non ha voluto mancare all’accensione dei falò, momento religioso, folkloristico ma soprattutto d’aggregazione. Molti i piccoli falò, talvolta simbolici, a misura di famiglia, ma sufficienti a dare un senso a questa serata. Noi di Santa Croce Web eravamo lì con le nostre telecamere ed abbiamo ripreso quelli più grandi in via Fleming e presso piazza Mercato Vecchio. Assistere con gesti antichi alla loro accensione, al capannello di persone che con lo stupore di sempre guardano le fiamme sollevarsi in alto, ai bambini festanti che giocano liberi, suscita un’emozione: la semplicità, lo spirito d’accoglienza, la condivisione e l’amore per le proprie tradizioni che contraddistingue i santacrocesi. Scoprite con noi, attraverso il nostro video, i vari momenti e le testimonianze che ci sono state rilasciate.

Antonella Galuppi

Clicca sotto per vedere il VIDEO e le INTERVISTE  “Speciale Luminarie”

[youtube]glmCe11qMGA[/youtube]

Foto gallery a cura di Lino Scillieri

4 Commenti

  1. Realista

    17 gennaio 2014 a 13:44

    Siffatte fumarole sono autorizzate? Non andrebbe applicata la stessa legge vigente per le fumarole delle campagne?
    Per una migliore “ECOLOGIA”

    Rispondi

  2. santacrocese

    18 gennaio 2014 a 14:41

    …il sacro e il profano difficilmente si incontrano, al massimo percorrono la stessa strada, ma su corsie differenti…….una comunità festante e collaborativa ha onorato la tradizione……tanti i giovani,quelli di via Fleming ad esempio,che coordinati abilmente da Enrico,il giovane intervistato ,hanno dato prova che non tutti trascorrono il tempo libero al pc a giocare ,che l’ unione fa la forza che si ha voglia e capacita’ di sapere fare,in una realta’ come la nostra che mostra poche occasioni. .Bruciare in campagna e’ molto altro….smettiamola con la critica e gli attacchi gratuiti a chi riesce ad andare olltre le parole

    Rispondi

  3. Realista

    19 gennaio 2014 a 17:06

    Questa è tradizione, non c’è nulla di santo, né di biblico!

    E comunque credo ci sia una differenza sostanziale tra attacco e domanda! Ci sarebbero tantissimi altri modi per stare insieme, senza inquinare l’ambiente!

    Resta sempre vero il fatto che non c’è stata alcuna autorizzazione!

    Rispondi

  4. #sonosoltantounbuoncittadino

    20 gennaio 2014 a 19:11

    Ascoltando tutte quelle persone che intervistate hanno detto: “Eh ma u sinnucu nun ficia nenti, appumu a fari tutti cosi niavitri, l’amministrazione si scurdau ri niavitri…” mi sorge spontaneo pensare:

    1) i soldi nelle casse comunali sono pochi…(utilizzarli per le luminarie sarebbe uno spreco assurdo);
    2) è una tradizione popolare che può o meno essere seguita, quindi come tale se ognuno vuole farsi la luminaria se la faccia pure (chi ci vo a mettere a munzieddu quattru ligna cu na griglia ri n’capu???);
    3) volevate la luminaria? Bene ve la siete fatti da voi!

    Tutti bravi a puntare il dito sugli altri e a parlare…ed è proprio questo che DISTRUGGE la nostra società.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Guarda anche

Allerta terrorismo, vertice dal Prefetto: misure straordinarie per concerto Iurato

I fatti recenti avvenuti a Barcellona e in Finlandia, dove l’Isis ha seminato morte e pani…