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LPerché i comportamenti devianti? Chi è “l’outsider”? La vita sociale è governata da norme: “nessuno infrange le norme sociali così come nessuno le rispetta tutte”.  Becker, nel suo saggio di sociologia della devianza, parte dall’equiparazione outsider/deviante, laddove outsider è colui che infrange norme comunemente accettate nella società e gli outsiders, quindi, sono persone particolari che infrangono le regole. Come si può in questa società, così difficile da vivere, poter fronteggiare il problema del comportamento deviante? A parer mio, l’educazione motoria e la creatività possono essere degli indicatori e degli strumenti  che possono aiutare a risolvere tale problematica attraverso un’osservazione mirata sul campo, per avviare un nuovo umanesimo per la ricostruzione di nuovi traguardi formativi. Il lavoro creativo come colonna portante  per inibire e rimuovere tutto ciò che è deviante e per reclamare la promozione della persona. Non si deve rimanere chiusi in una visione parcellizzata e anomala, ma oltrepassare il tutto per arrivare ad una sana educazione della legalità attraverso un progetto particolare, variegato. La disponibilità del cambiamento, la capacità di pensare ed agire creativamente con un pensiero divergente, rimuovendo tutto ciò che è fuorviante e, quindi, tutto ciò che nuoce alla società attraverso la flessibilità, nuove iniziative, l’innovazione continua, i valori. L’educatore motorio, quindi, attraverso lo strumento della creatività, l’asse portante dell’educazione per uno sviluppo organizzativo e per lo sviluppo del compito, cercherà di operare bene cercando di trasferire il sapere ed il saper fare nel campo del saper essere proprio per formare teste ben fatte. In questa prospettiva valoriale, quindi, la creatività è uno strumento privilegiato che porta ad un miglioramento degli stili di vita e al nuovo apprendimento dell’agire responsabile all’interno della comunità d’appartenenza, in una prospettiva di sviluppo basata sull’etica e la trasparenza globale. In una traiettoria di ricerca, la qualità dei processi viene a dipendere da diversi fattori: dai sistemi operativi, dalla tecnologia, dall’intangibile, dalla motivazione, dalle competenze, dal rapporto ideativo e dalla partecipazione. Ben vengano gli strumenti d’attività motorie creative per combattere tutte le forme di devianza in questa società irta di difficoltà. L’educatore motorio, con una sana coscienza, una didattica umana, la passione civile, l’interazione e la comunicazione, con una sincera solidarietà, deve avere la forza di rimboccarsi le maniche e reagire a tutti i costi per rimuovere tutte le forme di  devianza del microcosmo e del macrocosmo sociale. Un approccio creativo e teatrale può facilitare il risveglio delle coscienze in un contesto negativo quale quello di oggi. Nella ricerca di soluzioni praticabili alle difficoltà che quotidianamente si incontrano, l’educatore motorio, attraverso lo sviluppo di un’elasticità emotiva e relazionale,  la forza dell’orientamento delle risorse presenti, l’adattamento all’interlocutore e lo sviluppo di  tutto ciò che è fattibile, cercherà di migliorarsi e il miglioramento qualitativo delle parti tra le parti.

                                                                                                                                                 Lucy Licitra

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