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Esiste un connubio tra ginnastica rieducativa e ricerca della buona postura? Il lavoro correttivo per mezzo della buona ginnastica a carico naturale è molto importante ed efficace per tutte le età: per l’infanzia, per gli adolescenti, per gli adulti e per gli anziani, per chi svolge attività motorie e sportive sia dal punto di vista agonistico che amatoriale. Quello che intendo proporre è un approccio particolare al cui interno le varie scelte teoriche e metodologiche trovano un punto d’incontro quando si affrontano problematiche varie nel campo delle patologie legate alla postura. A parer mio, si tratta di un nuovo paradigma nell’universo della riabilitazione ancora misconosciuto: quella della figura dell’educatore motorio visto in una visione tutta riabilitativa. Noi sinceramente vogliamo dare un nostro contributo al benessere delle persone con la ginnastica rieducativa per il rispetto dell’apparato locomotore, nonché delle ossa, dei muscoli, delle articolazioni, tendini e legamenti. Le deformazioni scheletriche tipiche del periodo dell’accrescimento sono all’ordine del giorno sia a livello rachideo che a livello degli arti inferiori. Pre-paramorfismi, paramorfismi, dismorfismi, cifosi, lordosi, scoliosi e alterazione dei corpi vertebrali, gibbo dorsale, alterazioni degli arti inferiori, nonché disfunzione dell’andatura e andatura patologica, varismo e valgismo a livello del ginocchio e piattismo a livello del piede. Dal punto di vista funzionale, una scarsa attività di movimento (ipocinesia) rientra tra i fattori predisponenti l’insorgenza di atteggiamenti viziati. Basta poco per mantenere sano il rachide non deformato: lavorare due tre volte a settimana con la ginnastica rieducativa per tre quarti d’ora a seduta e mantenere una posizione corretta nella vita quotidiana acquisita nelle sedute stesse di ginnastica rieducativa fa veramente bene. La mobilità è la capacità di movimento che si sviluppa con le attività motorie e utile per svolgere attività della vita quotidiana. La biomeccanica della colonna vertebrale, ad esempio, è abbastanza dinamica e la scoliosi è un problema tridimensionale e le strategie d’intervento sono molto importanti. I medici, i preparatori atletici, i fisioterapisti, gli allenatori e gli educatori motori, sono i membri più in vista del team di medicina dello sport e dal punto di vista riabilitativo. Il più piccolo trauma o squilibrio posturale produce turbe al sistema informativo delle terminazioni nervose periferiche, provocando deficit funzionali e patologie articolari. Attraverso una serie di studi applicativi e la ricerca della buona postura è stato possibile elaborare un programma di esercizi progressivi finalizzati ed adeguati ad ogni tipologia di mancata integrazione. Ben vengano le attività motorie e la ginnastica rieducativa per l’apprendimento posturale corretto.

Lucy Licitra

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