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Ragusa fuori dal Milleproroghe: niente soldi per smaltire i rifiuti, protesta Fare Ambiente

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Il decreto mille-proroghe, approvato dal Senato e adesso in attesa alla Camera, prevede la proroga commissariale a partire dallo scorso 1 gennaio fino al 30 giugno e prevede di utilizzare le somme non ancora spese per la realizzazione di discariche e la messa in sicurezza degli impianti in Sicilia. In aggiunta a quelli già finalizzati, vi saranno altri 80 milioni di euro per completare i lavori già appaltati con la realizzazione di nuovi impianti di trattamento. Ottimo risultato per tutte le province, tranne per quella di Ragusa,  dove non arriverà un solo centesimo! “Noi di Fare Ambiente Ragusa siamo indignati –  dice il coordinatore provinciale Salvatore Mandarà -. Come al solito la terra iblea non è assolutamente rappresentata né tantomeno difesa. Vorrei ricordare ai Sindaci,  ai deputati regionali e nazionali che i cittadini di questo lembo di Sicilia pagano la tassa dei rifiuti tra le più alte rispetto alle altre province, attestandosi come raccolta differenziata tra le più basse, per poi verificarne l’abbandono in quasi tutte la strade comunali e provinciali. In questi ultimi mesi Fare Ambiente ha potuto solo costatare il fallimento degli Ato Ambiente, erogatori di stipendi, con politiche  ambientali disastrose, ed il conferimento dei rifiuti raccolti da tutti i comuni presso discariche di province limitrofi, aumentandone i costi per il cittadino. Chiederemo spiegazioni al prefetto di Ragusa – continua Mandarà – affinché si possa conoscere lo stato di fatto della discarica pozzo bollente di Vittoria, San Biagioa Scicli e i milioni di euro spesi a Ragusa per l’impianto di preselezione, biostabilizzazione e compostaggio, struttura che potrebbe riaprire, con le autorizzazioni previste dalla norma, anche se anche dal comune di Ragusa con la qualificata rappresentanza assessoriale ad oggi non abbiamo avuto nessun confronto e visto nulla. Se non l’abbandono indiscriminato per le strade di rifiuti di ogni genere che non fanno sicuramente bene né al turismo, né alla concessione della bandiera blu”.

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