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I giovani e la politica, rapporto complicato: “Distaccati perché ci escludono dalle decisioni”

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Ai giorni nostri si pensa che “i giovani vogliono più interessarsi alla politica” e che preferiscono occuparsi di altri argomenti come reality e telefilm, social network, sport, divertimento e sballo. Indifferenti, disinformati e distaccati: ecco come possiamo definirli. I giovani si caratterizzano per essere sfiduciati, incerti e in stato di precarietà esistenziale. È una caratteristica della loro età. L’identità si forma attraverso le risposte che riescono a dare all’incertezza. È raro che due giovani discutano di avvenimenti politici o magari delle soluzioni per uscire dalla crisi economica. E’ assolutamente arduo parlare di questo argomento con i ragazzi. Abbiamo voluto spronare diversi giovani, residenti a Santa Croce Camerina, affinché esprimessero un pensiero a riguardo.

“Non si tratta di piacere o non piacere; la politica riguarda tutti i cittadini, sia giovani che adulti, quindi è impossibile restare indifferenti a questa ‘materia’” così dice Federica, una ragazza di 18 anni. Sono consapevoli del fatto che solo attraverso l’impegno politico nei partiti del Comune di riferimento è possibile cambiare lo stato di cose precedente. Questo perché il Comune dovrebbe rappresentare il motore dello sviluppo del territorio secondo il 70% di essi, ma anche l’istituzione più prossima al cittadino e in grado di rispondere in modo più efficace alle loro necessità. “Gli ultimi avvenimenti e la lontananza, per non dire la totale assenza, dell’amministrazione comunale di Santa Croce nei confronti dei giovani e delle problematiche connesse (scuola, occupazione giovanile, eventi formativi, incentivi per i neolaureati, politiche giovanili assenti nelle attività comunali ecc…) stanno sempre di più allontanando noi giovani dalla politica locale e da chi la rappresenta” dichiara Roberto M., un ragazzo di 19 anni.

Parlando della transizione verso l’età adulta, la gioventù è il momento in cui si entra nella vita pubblica. Preso atto che i giovani non considerano l’ordine sociale come un dato di fatto, ma come una realtà da scoprire, proprio per questo sono pronti, più degli adulti, a coglierne con spontaneità anche gli aspetti innovativi. Perché l’innovazione che i giovani rappresentano si trasformi in atto, è necessario però che la società ne favorisca la mobilitazione, e, dunque, che essa sia dinamica piuttosto che statica. I giovani appaiono incerti e indecisi nel momento delle elezioni, molto spesso sono influenzati dal parere dei propri genitori, nonni, zii e conoscenti; questo accade perché non se ne interessano direttamente. Ad ogni elezione aumenta il numero degli astenuti. E la distanza tra giovani e politica aumenta. “Voglio una una politica al servizio del cittadino e sintonizzata sulle questioni che interessano alla gente, che faccia realmente crescere il nostro bel paese. E’ un sogno?” si chiede Giuseppe, un ragazzo di 21 anni. La politica è vista ormai come un mondo a parte dove regnano la corruzione e gli interessi personali – senza badare al bene comune -, infatti per molti è noiosa, corrotta e menefreghista. Purtroppo i giovani sono distaccati dal mondo della politica perché sono delusi e scontenti dal brutto esempio dato da chi governa l’Italia. Ma è molto importante capire la politica per comprendere ciò che accade tutti i giorni. La politica, però, deve interessarsi un po’ più ai giovani e deve cercare di coinvolgerli, perché i ragazzi vogliono più partecipazione e considerazione.

Simona Di Marco

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