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Operazione antidroga in Provincia: 9 arresti, di cui 5 a S.Croce, per spaccio di droga fra minori VIDEO

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Si è svolta nella notte intorno alle ore 5.15, in varie parti della provincia di Ragusa, ed in particolare a Santa Croce Camerina, una vasta operazione antidroga dei Carabinieri del Nucleo Investigativo, con l’ausilio di unità cinofile specializzate e un elicottero del 12° Elinucleo Carabinieri di Catania, finalizzata all’arresto di 9 persone, tutte di origine algerina e tunisina, su ordine della Procura della Repubblica Iblea, accusate di far parte di una ramificata rete di spacciatori di hashish e marijuana, attiva tra Scoglitti (RG) e Santa Croce Camerina (RG), rinomate località balneari scelte per il set televisivo del ‘Commissario Montalbano’. Clienti privilegiati del gruppo di spacciatori erano per lo più giovani studenti, tutti minorenni, segnalati per consumo personale di stupefacenti alla locale Prefettura. Sequestrate varie dosi di stupefacente. Numerose le perquisizioni in corso a carico di presunti complici e favoreggiatori del giro di spaccio.

I provvedimenti notificati, emessi dal Gip del Tribunale di Ragusa, Claudio Maggioni, riguardano una complessa ed articolata attività d’indagine espletata dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa, avviata a maggio 2013 e conclusa a luglio 2013.<

L’attività investigativa, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Ragusa, dal Procuratore, Carmelo Petralia e dal sostituto, Serena Menicucci, ha permesso di appurare l’esistenza di una consistente e strutturata attività di spaccio posta in essere da soggetti di nazionalità algerina e tunisina nella zona di S. Croce Camerina, prevalentemente nelle zone adiacenti al “Bar Carmelo” sulla SP. Scoglitti- S. Croce Camerina. Gli indagati, alcuni dei quali già tratti in arresto in precedenza in flagranza di reato per spaccio, sono accusati di aver detenuto sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana al fine di farne cessione a terzi a titolo oneroso, imputazione aggravata dal fatto che diversi degli acquirenti erano soggetti minori di età.

Le indagini sono state espletate in maniera classica con l’utilizzo di intercettazioni telefoniche le quali, sebbene mediante linguaggio cifrato e criptico, per la frequenza dei contatti tenuti dagli indagati, per la eterogeneità dei suoi interlocutori, gli orari stessi delle telefonate e i luoghi fissati per gli incontri, inequivocabilmente, lasciavano pochi dubbi circa le finalità di spaccio sottese alle numerose telefonate. Il tenore delle conversazioni intercettate consentiva ai militari di delineare le modalità di esercizio della condotta criminosa e soprattutto di individuare i luoghi principalmente deputati all’attività di spaccio e pertanto veniva installata una telecamera presso il Bar Carmelo di S. Croce Camerina (Bar assolutamente estraneo ai fatti) che veniva individuata come la “piazza” più importante dello spaccio. Le telecamere installate riprendevano numerosi e documentati episodi di spaccio posti in essere dagli indagati secondo un consolidato modus operandi. Dalla visione dei filmati si accertava che gli acquirenti, provenienti da tutta la provincia iblea, una volta giunti nei pressi del Bar Carmelo, nel piazzale antistante il predetto locale, cercavano un primo contatto con gli spacciatori, formulando la richiesta di stupefacente, evidentemente specificandone il quantitativo desiderato, per poi attenderne la consegna, che sarebbe avvenuta, dietro corresponsione di denaro, dopo un breve lasso di tempo, necessario per recuperare lo stupefacente, previamente occultato dagli odi