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A qualche mese di distanza dalla nascita del gruppo “New Generation”, ecco apparire nell’orizzonte musicale santacrocese una nuova nidiata di giovani di belle speranze. Pippo Brullo, Pasquale  Aquila, Salvatore Dimartino e Peppe Emmolo – detto Peppe Whisky perché faceva il banconista al vecchio caffè Trieste -, formano il gruppo denominato “The Flowers”. Questa formazione partì subito col botto, gli impegni fioccavano come neve, quasi ogni sabato si andava a suonare in una delle tante feste private che in quel periodo andavano per la maggiore. Il quartetto subì una prima leggera modifica alla formazione-tipo con l’ingresso di Carmelo Galesi, subentrante a Peppe Emmolo che nel frattempo andava a servire la patria con il servizio di leva. Ben presto però il gruppo diventò quintetto: dall’Argentina arrivava a S.Croce un giovane musicista che parlava in un italiano tutto da ascoltare, ma che suonava e cantava alla grande. Era Giovanni Tidona, detto successivamente “Il Boliviano”. Il palco dell’ex cinema La Licata, a Marina di Ragusa, ospitò il primo grande evento a cui parteciparono i “The Flowers”. Era la prima edizione di “Una voce per Marina”, che vide su quel palco la partecipazione di un numero considerevole di voci nuove che il gruppo per circa un mese si impegnò a a far provare e riprovare per renderle ascoltabili. Quella ribalta fu la prima per quello che diventò successivamente un cantante di fama internazionale di musica country: stiamo parlando di Angelo Carnemolla detto “Angelo u Miricanu”. Seguirono tante altre esperienze per quel gruppo di ragazzi con i capelli lunghi: il “lido della Polizia” di Caucana li ospitò per due stagioni estive di seguito, poi una lunga serie di apparizioni nei matrimoni del tempo, anche la Sala Giudice si prestò per alcune loro serate. Nel frattempo tanti altri ragazzi cominciarono ad affacciarsi nel panorama della musica: Pippo Cabibbo, Giovanni Ciurciù, Pietro Savà, Peppe Di Cara e tanti altri che al momento faccio fatica a ricordare. Era un movimento musicale di rilievo. Ma, ritorniamo ai “The Flowers”: i cinque ragazzi proponevano musica dei gruppi italiani dell’epoca, con una spruzzata di rock e blues, appannaggio del “Boliviano”, comunque non ancora conosciuto con quel nomignolo. “A volte per andare a suonare portavamo gli strumenti a piedi, perché in quel periodo le auto scarseggiavano, ogni tanto c’era il fratello di Brullo che, seppur sbuffando, ci portava in giro quando dovevamo suonare fuori paese. Che tempi!!! Ogni serata era un’avventura, ma alla fine eravamo contenti ed entusiasti di quello che avevamo realizzato” spiegano con un pizzico di nostalgia. Ma, anche le cose belle prima o poi finiscono. Nel 1971, i “The Flowers” appendono gli strumenti al chiodo: qualcuno lasciò per motivi di studio, altri di salute. Fine della storia. Poi, come vedremo in seguito, qualcuno di loro continuerà l’avventura musicale, in altri gruppi o da solo. La prossima puntata vedrà di scena il gruppo “Apache Band ’77”.

Salvo Dimartino

Nelle foto: Pippo Brullo (Batteria), Pasquale Aquila (Chitarra), Peppe Whisky (Basso), Salvatore Dimartino (Tastiera e voce), Giovanni Tidona (Chitarra e voce)

Un Commento

  1. paolo

    8 marzo 2014 a 20:53

    Mi piace ricordare quel periodo in cui la musica serviva ad aggregare tutti i giovani del tempo quando, la passione per la musica, si traduceva in interi pomeriggi trascorsi, tutti insieme, a fare le prove ascoltando i “dischi in vinile” degli ultimi successi. Alla fine il disco diventava inutilizzabile.

    Paolo

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