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Era il Novembre del 1977, era l’epoca delle radio libere, a S.Croce, una in particolare in quel momento andava forte, era il CentroRadioStereo S.Croce. Un gruppo nutrito di giovani dell’epoca animava le trasmissioni, fra questi, Paolo Nativo, Salvatore Piricullo, Carmelo Emmolo, Francesco Venezia e Franco Vitale, in quel contesto e con questi ragazzi ebbe inizio l’avventura del gruppo musicale “Apache”. Passò qualche mese e, nel marzo successivo al gruppo iniziale si aggiunsero Ciccio Cuciti con la tromba e Carmelo Barrera, voce solista, al nome “Apache” venne aggiunto “Band  ‘77”. Pian piano il gruppo incominciò ad avere una certa fisionomia, qualche esibizione in giro per la provincia e in paese. La vera svolta arriva agli inizi degli anni ottanta, escono Cuciti,  Barrera, e Venezia, vi subentrano Vincenzo Gulino, al basso, Gaetano Albora, alle tastiere, Salvatore Di Martino, voce solista e Tanuzzo Nativo al banjo. Inizia una lunga cavalcata di impegni e soddisfazioni, si và a suonare in quasi tutti  i centri della provincia,  in città limitrofe anche fuori provincia. Il gruppo “Apache Band ‘77” è un realtà musicale a tutto tondo, è il complesso dei santacrocesi. Il gruppo si dota di amplificazione adeguata (  non era in   uso  suonare con il service), viene acquistato un furgone  in  disuso da Poste Italiane, il nome  del complesso campeggia sulle fiancate, insomma piena autonomia di movimento e di perfomance. Una citazione particolare la merita senz’altro Antonio Emmolo, lui  è praticamente il braccio armato del gruppo, si occupa del montaggio e smontaggio strumenti, è il fonico, con i primi mixer a distanza, insomma una figura cardine all’interno del gruppo. Dopo qualche tempo esce dal gruppo Vincenzo Gulino, al suo posto Giuseppe Suizzo, ma, anche Suizzo lascia dopo qualche anno, lo sostituisce fino alla fine,  Pino Stamilla, insomma i bassisti si scambiano il testimone con una certa frequenza. Stessa sorte tocca a Gaetano Albora, per indossare la divisa, manca un anno e viene sostituito dai modicani Giorgio Cannizzaro e dal fratello Corrado. Insomma, avvicendamenti che non pregiudicano la stabilità e la qualità del gruppo, anzi, per certi versi migliorano l’impianto complessivo. Sono tanti gli aneddoti che hanno coinvolto  i componenti il gruppo. Un pomeriggio d’estate si doveva suonare a Frigintini, lungo la statale 115 che, da Ragusa porta a Modica nei pressi del ponte Costanzo, il furgone incomincia a fumare, vapore da tutte le parti, salta la testata, panico, come si arriva adesso a Frigintini? Intervento del  carro attrezzi, passano ore, nella frazione modicana c’è fermento si era fatto buio e, del gruppo musicale neanche l’ombra. Quando i tantissimi spettatori avevano perso la speranza ecco spuntare  un  carro attrezzi con un  furgone caricato su, eravamo noi. I sorrisi di scherno delle persone in attesa non si contano, noi, eravamo pronti per sprofondare sotto terra dall’imbarazzo. Comunque, in fretta e furia si monta l’amplificazione e si inizia a suonare, l’adrenalina  accumulata fa il miracolo, viene fuori una serata fantastica , standing-ovation, per ogni brano, riceviamo  e incassiamo i complimenti pubblici del senatore del P.D.S , del tempo , Concetto Scivoletto, ospite d’onore della serata. Insomma, “tutto e bene quel che finisce bene”. Sono tanti gli episodi che ci sono capitati in tanti anni di attività, poi nel 1992, il gruppo si scioglie. Qualche altra esibizione negli anni successivi, ma con una formazione improvvisata, poi… esperienze in solitaria da parte di qualcuno dei componenti. Questo spazio lo voglio dedicare a due amici e componenti del gruppo, che ci hanno lasciato prematuramente, Tanuzzo  Nativo e Franco Vitale.

Il prossimo gruppo protagonista: Still-Waters.

 Salvo  Di Martino

Foto gallery“ Apache Band ‘77”

5 Commenti

  1. Fabio Alabiso

    29 marzo 2014 a 00:41

    Chi puo’ mai dimenticare gli Apache, i primi colpi di batteria li ho dati grazie a Carmelo, avevo un 10 anni…..rimanevo incollato a fianco a lui durante le serate, chi mi muoveva dal palco,aspettavo la fine dei loro concerti e mi concedeva di fare gli ultimi brani , ricordi indimenticabili……….

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  2. Serena Vitale

    29 marzo 2014 a 12:37

    Grazie di cuore a chi a ripercorso cosi’ dettagliatamente la storia di un gruppo memorabile…sono certa che anche papà gioisce insieme a me di quanto è stato detto!!!

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  3. paolo

    31 marzo 2014 a 21:25

    Quanti ricordi legati alle indimendicabili serate fatte a Punta Secca. A pensarci, a distanza di anni, ci riempie di orgoglio che anche a S. Croce c’era un ” Complesso ” che suonava e faceva divertire. Vediamo se possiamo riproporre una serata con un revival del nostro repertorio.
    Paolo Nativo

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  4. Maria Rizza

    1 aprile 2014 a 10:57

    Gia`da piccolissima ho sempre adorato la musica ma,grazie ai mitici Apache,ho cominciato,da umilissima dilettante,anche a fare qualche pezzo durante le loro serate. Supportata stupendamente mi sentivo per qualche attimo una di loro. Un grazie particolare va alla magia della chitarra e voce di Paolo Nativo che,nel tempo,ha sempre continuato a seguirmi,dandomi suggerimenti preziosi ! Pero`il mio pensiero piu`sentito,quello che il mio cuore mi incita a lanciare va a FRANCO VITALE: CIAO AMICO MIO CHE,CON LA TUA MAGIA E LA TUA ARMONICA,CONTINUI DA LASSU`A FARCI SOGNARE !!!

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  5. Marco Trovato aka Mark Found

    4 novembre 2014 a 13:10

    Grande articolo ! un grazie al mio mentore Pino Stamilla per avermi dato le prime basi of the electronic music !!

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