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Sabato sera  una folla attenta e commossa di fedeli del patriarca San Giuseppe ha preso parte, all’interno della Chiesa Madre San Giovanni Battista, alla  caratteristica e attesa ‘a cianata ro patriarca’ un momento importante di ritrovo della comunità parrocchiale: la statua di San Giuseppe di particolare manifattura, in legno cipresso, pesante quasi tre tonnellate, attribuita all’ incisore palermitano Salvatore Bagnasco, attorno alla quale ruotano diverse leggende che raccontano del suo miracoloso ritrovamento, è stata fatta rientrare dall’altare maggiore nella cappella della navata laterale della chiesa da dove era stata prelevata con cura lo scorso quindici marzo in occasione dell’ approssimarsi dei solenni  festeggiamenti per il Santo patrono, la festa più cara al suo popolo dai tempi dell’ 800 quando fu istituita. All’operazione  immortalata attraverso un video appositamente realizzato, complessa, ma programmata nei dettagli, hanno preso parte numerosi uomini tra giovani e meno giovani e la banda musicale degli ‘Amici della musica’ diretti con maestria da Maria Emmolo che ha eseguito l’ inno al patriarca scritto dal maestro  e compositore Sarino Barone , nonno del maestro Salvuccio l’ultimo, in ordine cronologico, maestro della banda del paese ad entrambi abbiamo riservato nella nostra intervista un caro e stimato ricordo .La Redazione del nostro giornale ha concluso quindi lo speciale che ha dedicato al Santo, ha intervistato nuovamente il parroco Don Angelo Strada e il Dott. Giuseppe Pluchino membro della commissione che da gennaio , come consuetudine, ha ininterrottamente avviato e curato i lavori al suo interno  per predisporre con cura ogni particolare dei festeggiamenti. In questa occasione li ringraziamo per la disponibilità e la cordialità dimostrata. Certi di essere riusciti ad accogliere le gentili richieste dei numerosi lettori che ci seguono, in particolare di quelli che fanno parte della comunità dei santacrocesi che vivono fuori dal territorio siculo e che a loro dire sono riusciti, nonostante tutto, attraverso i nostri servizi, a sentirsi partecipi dell’evento che più di ogni altro mette insieme la sacralità della fede e il profano degli eventi programmati fuori dal luogo sacro (lo scroscio di bande e gli immancabili fuochi pirotecnici rientrano tra questi). Una caratteristica tipicamente sicula infatti è proprio quella di portare all’ esterno l’evento sacro per stupire e meravigliare a causa proprio di un innato sentimento di fasto che ci contraddistingue da secoli. La serata infatti si è’ conclusa all ‘esterno della Chiesa nella piazza dedicata a Vittorio Emanuele II, da dove in molti  tra i presenti, così come è previsto per consuetudine in tempi recenti , hanno fatto alzare in volo numerose lanterne di carta illuminate da una fiammella per la meraviglia e lo stupore sopratutto dei più piccini. Ci piace credere che ognuna di loro sia un modo per avvicinare  simbolicamente pensieri e parole di fede al santo al quale abbiamo rinnovato la nostra devozione. La festa di San Giuseppe con le sue caratteristiche CENE alle quali abbiamo riservato più di un nostro servizio e  la lunga processione ha dimostrato ancora una volta  la sua valenza culturale , morale e umana.

Giusy Zisa

Clicca sotto per vedere lo speciale VIDEO della ‘cianata ro patriarca’

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Foto Gallery a cura di Lino Scillieri

Foto di Vincenzo Gulino

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