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Come ti demolisco una carriera e la morale. E’ quello che è successo alla nostra concittadina, dott.ssa Giovanna Iurato, già Prefetto dell’Aquila, subito dopo il terribile terremoto che ha distrutto la città, un terremoto replicato nella vita professionale e privata della dott.ssa Iurato. E’ notizia di qualche giorno fa che il Prefetto, assieme al Vice Capo della Polizia ed altre persone, sono stati completamente prosciolti da ogni accusa e il caso è stato archiviato. Vi ricordate i titoloni su tutti i giornali a tiratura nazionale? Le trasmissioni dove i “mostri” venivano sbattuti in prima pagina con dovizia di particolari? Ebbene, adesso che tutte le accuse sono risultate infondate, la notizia è passata quasi inosservata, solo qualche trafiletto qua e là. E’ vero il famoso detto: “fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”. Il papà della Iurato, (Avv. Pietro Iurato) non potrà gioire di questa notizia: se ne andato prima che lo Stato potesse restituire la dignità alla sua amata figlia. Lui, persona integerrima,  aveva sofferto molto per la vicenda che aveva coinvolto quella figlia che le aveva dato tante soddisfazioni. Adesso chi ripagherà di tanta sofferenza questa donna e la sua famiglia? Magari dal punto di vista professionale ritornerà più efficiente di prima, ma questi anni passati ad essere additata come uno sciacallo che ride sui morti del terremoto, avranno  probabilmente lasciato un brutto segno indelebile sulla psiche della protagonista suo malgrado. Purtroppo questa è l’Italia di certa  magistratura inquirente  che, a volte, per eccesso di protagonismo, rovina le vite e le carriere delle persone, da quelle più umili a quelle più potenti. Quando  la dott.ssa  Giovanna Iurato sarà in paese e, se lei lo vorrà, saremmo lieti di incontrarla e farci raccontare come si vive da “mostro” senza esserlo mai stato.

Salvo Dimartino

7 Commenti

  1. italiano666

    7 aprile 2014 a 19:06

    Sbatti il mostro in prima pagina !
    Infanga un innocente pur di far carriera !
    La verità è quella che fa comodo a certi Funzionari di Legge che non funzionano!

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  2. Joe Di Dio

    7 aprile 2014 a 20:34

    Condivido il vostro articolo al 100%. È vergognoso quello che succede in Italia. Non esiste una cifra che possa ripagare tutto quello che ha subito!

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  3. santacrocese

    10 aprile 2014 a 20:31

    E’ s

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  4. ROCCO da Butera

    11 aprile 2014 a 13:53

    Solo Dio puo intenerire i cuori, e la legge chi la esercita nel migliore dei modi, Dottoressa, a dato un esempio a coloro che l’anno dinegrata nel pieno del suo mandato da servitore dello Stato.

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  5. Giuseppe Puglisi

    11 aprile 2014 a 15:19

    in ogni leggenda però ci stà sempre un fondo di verità, non conosco la vicenda anzi non ne ho mai sentito parlare, ma è evidente che avrà pestato i piedi a qualcuno, all’Aquila vi sono tutt’ora grandi interessi economici, come lo sono stati in Umbria; comunque parlando da ignorante in materia posso dire che: “la bassa marea è un compromesso fra le forze della natura” e se la natura fa i compromessi figuriamoci gli umani, ma questa è solo un’opinione infondata personale.

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  6. gianni distefano

    11 aprile 2014 a 21:16

    ……non avevo dubbi , forza gianna….

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  7. Santacrocese

    12 aprile 2014 a 22:42

    Oltre i complimenti per i risvolti positivi della incresciosa vicenda, restano le registrazioni telefoniche di cui avremmo fatto volentieri a meno e che purtroppo hanno lasciato poco o niente alla libera interpretazione o ai dubbi profani del popolo santacrocese che la stima e sicuramente ,ancora prima ,della sentenza di assoluzione ufficiale l’ aveva ampiamente assolta .

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