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La simpatia di un gruppo teatrale che calca le scene ormai da anni. E che ha fatto dell’affiatamento il proprio punto di forza. Lo hanno potuto sperimentare anche gli spettatori che domenica scorsa, a Ragusa, hanno applaudito i protagonisti del quinto appuntamento della rassegna “Teatro tutto da ridere” promossa dall’associazione culturale “Palco Uno”. La compagnia “A Lumera” di Santa Croce Camerina ha reso leggere e spensierate due ore di spettacolo sul filo dell’interpretazione di uno dei più famosi scrittori e interpreti teatrali di tutti i tempi, quello stesso Eduardo Scarpetta che, autore de “Le tre pecore viziose”, ha redatto pagine celeberrime del teatro di casa nostra. E con lo stesso spirito hanno calcato il palcoscenico anche i componenti del gruppo “A Lumera” che, invitati a fare parte della rassegna dal direttore artistico Maurizio Nicastro, si sono espressi al massimo delle loro potenzialità strappando risate convinte al pubblico che ha assistito in sala allo sdipanarsi della trama sin dalle battute iniziali. Le “pecore viziose” sono Fortunato, Camillo e Felice che, a dispetto della loro situazione familiare, se la spassano con tre giovani donne alle quali lasciano credere di avere serie intenzioni di sposarle. Ma dovranno fare i conti con Beatrice, figura imponente e autoritaria, moglie di Fortunato, sorella di Camillo e zia di Felice, la quale tiene le redini di tutta la famiglia, essendo la ricca proprietaria che amministra tutte le sostanze di casa. La commedia è riuscita nell’intento di scorrere veloce e con momenti di vivace e fresca comicità, ruotando intorno al tema del vizio del marito che si lascia andare a divertimenti extraconiugali e della moglie ferita nell’orgoglio e giustamente restia al perdono. Intenzionale è stata anche la falsa solidarietà tra i “viziosi” che per effetto della loro ipocrisia ha impresso al finale una direzione imprevedibile. La commedia si è delineata nel più tipico stile di Eduardo Scarpetta, che scrisse moltissime opere teatrali con un unico obiettivo: far ridere ad ogni costo, cercando di sfuggire alla mediazione del pensiero, assolutamente convinto che solo l’ilarità potesse offrire all’uomo l’occasione per difendersi dalla routine arida del vivere quotidiano, che annulla i sogni e le aspirazioni di ognuno. “E’ stata una interpretazione che ha catturato il pubblico – dice Nicastro – e che ci ha consentito di caratterizzare al meglio questo quinto appuntamento della rassegna”. Il direttore artistico, inoltre, aggiunge che “la rassegna, che avrebbe dovuto chiudere i battenti proprio domenica, continuerà, domenica prossima, con un’altra godibile rappresentazione. Ma riveleremo tutti i particolari nel giro di 24 ore”.

Fonte: Quotidiano di Ragusa

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