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La solidarietà corre per altre vie e da Napoli “il caffè in sospeso” sale per Alessandria e Milano, dove esiste da mesi anche ‘la spesa sospesa’ (aggiungendo tre euro al momento di pagare il proprio conto, il Banco Alimentare dona ai più bisognosi una borsa con pasta, passata di pomodoro e uova), raggiunge poi Messina, Lecce, dove trova il coinvolgimento e il consenso dell’assessorato locale, sbarca a Ozieri e Alghero in Sardegna per approdare infine nella vicina città di Vittoria. Partirà presto anche qui, infatti, l’iniziativa solidale “Pane e caffè in attesa”. Si tratta di un progetto già attivo in diverse città del mondo, attraverso il quale il cliente di un bar o di un panificio oltre ad acquistare per sé compra anche un pane, un caffè o un’altra bevanda calda, lasciandola poi nello stesso esercizio commerciale che la metterà a disposizione di chi è stato colpito più violentemente dalla crisi. L’iniziativa è lanciata dai Giovani Comunisti di Vittoria e dal sito risvegliati.it che invitano sia i cittadini che i proprietari degli esercizi commerciali a partecipare. “Insieme – spiegano – vogliamo realizzare una città che non abbandoni chi sta peggio, la Vittoria a misura di tutti”. Per manifestare la propria adesione basta andare sulla pagina Facebook “Giovani Comunisti Vittoria”. La generosità però non ha limiti e va oltre il pane e “a tazzina i cafè”, perciò segnaliamo anche l’idea del libro sospeso: i clienti che vogliono aderire acquistano due libri, uno per sé e ne lasciano pagato un altro, quest’ultimo viene preso in consegna dal libraio e regalato nei successivi 7 giorni. La redazione del giornale ha già provato a sondare il terreno e l’idea del sospeso, dal pane al caffè, sembra piacere anche nel nostro paese. L’obiettivo è  chiaro: quello di far nascere nelle persone la consapevolezza che un piccolo gesto può essere davvero significativo per alcuni, poiché, come sempre accade, l’insieme di piccoli gesti formano una grande mano di sostegno.

Giusy Zisa

2 Commenti

  1. pippo

    14 aprile 2014 a 17:35

    “GIOVANI COMUNISTI”
    Le buone iniziative fanno bene alla società,però sappiamo che,in Italia pullulano troppi furbetti,non sarebbe più sicuro che queste persone o ritirassero le offerte nel momento che si fa l’offerta .Almeno chi offre e sicuro che l’offerta va a buon fine

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  2. GIUSY ZISA

    15 aprile 2014 a 12:16

    Egregio signor Pippo ,brevemente ,cerchero’ di ripercorrere la storia dell ‘iniziativa del ” sospeso”, PER CERCARE DI FARE CHIAREZZA E PROVARE A RISPONDERE AI SUOI DUBBI:un’idea venuta direttamente da Napoli quindici anni fa quando il panettiere del “Panificio Mosca”, affisse in vetrina “ un pane in attesa”,Questo era solo il primo di una serie di gesti di solidarietà ,per quelli che non hanno di che pagarsi il pane. Il principio era semplice:un cliente con più soldi pagava due panini, uno per sé, l’altro da mettere in attesa per la persona che quel giorno non aveva le poche lire per comprarlo.Il panettiere si serviva di una lavagna che lasciava in vetrina e dove indicava: “un pane in attesa” e chi aveva fame andava a prenderlo.
    L’idea era troppo bella per lasciarsela scappare,ci ha messo un po’ di tempo per attraversare la frontiera, ma i francesi ,per primi,si sono impossessati della generosa trovata del proprietario del Panificio Mosca.
    Bordeaux, Lione, Saint-Nazaire, Fécamp, Rouen, Mulhouse, Orléans, Brest, Bayonne, Carcassonne, Les Lilas… è stata un’epidemia. Non solo fa girare l’economia, ma questo gesto così generoso e allo stesso tempo così poco costoso si diffonde con grande rapidità ed attira i clienti “ paganti”. Non è confortante pensare che qualcuno si preoccupi per un istante di chi resta ai margini?Naturalmente,se tutto fosse regolamentato attraverso l’interessamento di associazioni di categoria e|o dell ‘assessorato ai servizi sociali, sarebbe una ulteriore e precisa garanzia per chi si offre a prestare la sua opera(negozianti ,ma anche clienti benefattori) e per chi riceve.

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