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“Secondo quanto afferma, in una recente intervista, il segretario del partito del sindaco di Santa Croce Camerina, la opposizione farebbe sterili polemiche. Avremmo gradito che il segretario specificasse, in qualche modo, cosa intende per sterili polemiche. Per esempio, interrogare il sindaco su come spende il danaro pubblico, o sullo stato delle strutture comunali, o sul fallimento della raccolta differenziata, sono sterili polemiche? Oppure si ritengono sterili polemiche le proposte della minoranza consiliare sul marchio collettivo, molte delle quali poi, sono state accolte “in camera caritatis” e attuate? Oppure è sterile polemica la richiesta, negata, di trasmissione in streaming delle sedute del civico consesso? O forse sono sterili polemiche tutte le votazioni favorevoli, per senso di responsabilità, del gruppo di minoranza, ad alcune proposte della giunta?”. Inizia così la nota di Giovanni Barone, esponente del movimento politico ‘Noi ci crediamo’ ed ex candidato alla poltrona di primo cittadino. Poi si rivolge al segretario del Pd, Gaetano Farina, con toni piccati: “Dica, piuttosto, il segretario del PD e, assumendosene la responsabilità politica, che la sua compagine amministrativa ha di fatto annullato il consiglio comunale. Le adunanze sono ridotte al lumicino, vengono convocate come si suole dire “na vota a l’annu a Pasqua”. Non si è più avuta notizia della consulta dei migranti (atu vistu o frustieri?), si sono perse le tracce delle modifiche allo statuto comunale, della variante al p.r.g., del piano di sviluppo alberghiero, della zona artigianale di c.da Petraro, atti di Consiglio adottati dalla passata consiliatura (ma ri chi stamu parrannu?). Questa maggioranza consiliare e questa presidenza si caratterizzano e saranno ricordati per la scarsità dell’azione di indirizzo politico e dire che a palazzo ne avrebbero bisogno, eccome, di “indirizzo”. Ma andiamo oltre. Per esempio, guardiamo alla questione urbanistica: a una domanda sull’iter amministrativo che dovrebbe portare alla revisione del PRG, il segretario PD, mettendo le mani avanti, sostiene banalmente che bisogna intervenire sull’esistente, facendo supporre di essere contrari a nuove edificazioni, rincarando la dose della ricetta della giunta municipale che dà direttive senza previsione di nuove aree edificabili, e nelle zone di margine prevedere appropriate destinazioni solo in lotti non superiori a 1000 mq, in barba ai proprietari di superfici di area maggiore, anche di un solo metro a tale limite; a nostro modesto avviso una ingiustificabile direttiva che crea differenze all’interno della stessa zona omogenea tra cittadini. “Riordino dell’esistente”, siamo d’accordo, ma deve essere accompagnato da una oculata pianificazione delle nuove edificazioni, soprattutto se votate allo sviluppo dell’agricoltura, del commercio, del turismo. Ecco perchè occorre la variante e adeguamento del PRG! Proprio per questo occorrono i PP.PP. dei CC. Storici, i PP. Commerciali, i PP. di recupero, il P.d.U.d.D.M.. e occorre farli subito! Anche perché solo un piano urbanistico efficiente ed efficace, può proteggere dall’abusivismo ed evitare il consumo di territorio, di suolo, nella legalità ma disordinato, vedasi la “villettizzazione” e la “capannonizzazione”, dei suoli agricoli; tutela reale, quindi, e condivisa, non solo a parole. Tanto lavoro per il Consiglio Comunale di Santa Croce Camerina, che dovrebbe essere convocato in modo permanente!”.

Poi le critiche di Barone si stagliano sul fronte istituzionale: “Un Consiglio Comunale efficiente è un volano per lo sviluppo della Città, per lo sviluppo di tutti i suoi comparti, anche di quello agricolo. Da chi amministra ci si aspetta una buona comunicazione e, in verità, fra le pieghe della recente intervista rilasciata dal segretario, si accenna alla valorizzazione delle risorse interne al Municipio e al risparmio delle esigue risorse del bilancio; bene, ci saremmo aspettati, quindi, di sapere cosa ne pensa il PD dell’affidamento all’esterno dell’incarico di redazione del progetto di variante al prg per 38 mila euro. Ci avrebbe fatto piacere sapere che fine hanno fatto le relative manifestazioni di interesse presentate da tecnici esterni per la redazione di tale variante, istanze che dovevano acquisirsi entro il dicembre scorso, termini poi prorogati, e magari ci saremmo aspettati un cenno, un parere, sulla scelta di un professionista esterno per il “da farsi” sull’ex Caserma della Guardia di Finanza di P. Secca. Caserma della quale si conosce tutto,  anche il numero di mattoni di cui è composta, e sul quale intero sedime si è deciso, sic et simpliciter, di fare un belvedere; si è deciso senza coinvolgere nel processo decisionale la città, come se si trattasse di realizzare un’opera da niente. Ci aspettavamo che assieme agli annunci roboanti avessero detto in base a quali strumenti democratici, in base a quali conoscenze urbanistiche, in base a quale piano particolareggiato del centro storico si sta procedendo. Ci aspettavamo che agli annunci si accompagnassero le argomentazioni per esempio sulla coerenza del progetto con il piano paesaggistico regionale e/o come si interfaccerà quest’opera con il p.d.u.d.m.(che andrebbe, secondo noi, studiato e adottato prioritariamente). Di queste cose, né l’amministrazione né il partito del sindaco ci dicono niente! Capiamo la fretta, conosciamo le impellenze, ma siete sicuri che sia un belvedere la soluzione giusta? La Città che ne pensa? E se invece la soluzione fosse un vero centro servizi per il turismo, per il commercio, per la sicurezza, per l’igiene urbana, per la pesca, per il tempo libero, per la cultura? Eppure siete stati sollecitati dalla opposizione a progettare, magari, in bundle con giovani professionisti esterni e l’u.t.c., un’opera degna del borgo di Punta Secca e attenta al recupero del “valore” volumetrico dell’immobile! Ci aspettavamo e ci aspettiamo una descrizione dei passaggi democratici necessari in consiglio comunale o l’annuncio di una consultazione democratica della città, invece, apprendiamo dalla stampa, che saranno spesi un milione di euro, non si sa come, né quando, né in base a quali studi o progetti. A proposito di questo milione di euro dove si intende reperirlo dalle tasche dei cittadini? Che pagheranno, come al solito, con tasse salatissime? O il “milione” verrà fuori da finanziamenti? Un milione, un decimo delle spese annue del Comune, rendono necessaria un’apposita previsione in bilancio, per cui l’amministrazione del PD, non potendosi aggrappare ai “dodicesimi”, come ha fatto fino ad ora, sarà costretta a fare il bilancio, e così questa storiella avrà almeno un risvolto positivo: non aspetteremo come al solito il mese di dicembre per il bilancio di previsione. Per fortuna le cose stanno diversamente e, proprio perchè il bilancio comunale non potrà mai sostenere tale spesa, glielo diciamo noi il cronoprogramma: sarà demolita la caserma e, su questo siamo tutti d’accordo. Infatti ogni programma elettorale prevedeva l’obiettivo di bonifica dell’area; obiettivo che non può, a nostro modo di vedere, essere la demolizione totale, in quanto la parte centrale storica può essere bonificata, restaurata e resa sicura ed igienica senza ricorrere alla demolizione (crediamo e ci auguriamo che la Soprintendenza ai BB. CC. e AA. si esprimerà in proposito). Se la demolizione fosse l’unico metodo di bonifica dovremmo demolire buona parte dei centri storici d’Italia. Effettuato il risanamento, l’area sarà transennata in attesa di “tempi migliori” di progetti seri e di fondi. Crediamo che andrà così. A proposito di bilancio, le tariffe del servizio idrico integrato, tanto osteggiate quando furono adottate dalla passata amministrazione, saranno ancora riproposte tali e quali per la terza volta? Anche su questa materia il segretario del PD, su specifica domanda, come si suol dire, glissa, risponde che vuole accendere i riflettori (cit. test: “i rapporti con la Mediale vanno tenuti sempre sotto i riflettori”). Si riferirà forse al famoso “comitato di garanzia” annunciato dal suo predecessore e che ancora stiamo aspettando? Non si sa. Però si sa che Il PD, è il solo responsabile politico, dell’attuale amministrazione di Santa Croce, visto che l’altro partito che si imbarcò in questa avventura ha abbandonato, dopo pochi mesi, sbattendo la porta. Proprio per questa responsabilità a precise domande, non bastano laconici comunicati, risposte sibilline alle interpellanze consiliari e, ci vuole ben altro della ordinaria amministrazione, dato che  per questo non c’è bisogno di politici, abbiamo già ottimi dirigenti e Uffici adeguati”.

Redazione

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