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L’ode è una forma poetica classica comunemente utilizzata per celebrare qualcosa di speciale. Nel nostro caso l’autore, il dottore Giovanni Barone, leader del gruppo politico “Noi Ci Crediamo”, non poteva trovare occasione speciale migliore, riuscendo a mettere in versi, utilizzando una inaspettata creatività e rivelando contemporaneamente i propri sentimenti di rammarico per l’intera vicenda che è stata attenzionata anche dalla nostra testata giornalistica, un omaggio ad un luogo caro ai molti santacrocesi: l’edificio dell’ex caserma della Guardia di Finanza a Punta Secca. L’autore ha ripercorso, senza tralasciare nessun elemento, con innata passione, i periodi della storia dell’edificio, dalle sue origini fino al 22 maggio della settimana appena conclusa. Riportiamo qui sotto, con il consenso dell’autore, il testo integrale dell’ode e nel frattempo abbiamo ascoltato le testimonianze dei presenti, tanti, che dal mattino di giovedì ad oggi si sono recati in pellegrinaggio a Punta Secca, che hanno seguito con più o meno coinvolgimento emotivo le varie fasi dell’abbattimento e hanno visto in volo, magari solo in segno di rispetto e di saluto, considerato che la caserma in questione li ha ospitati per anni, un elicottero del corpo della guardia di finanza. Basterebbe tutto questo per ‘stare sereni’, ma poiché la medesima espressione è stata usata da Renzi nei confronti del suo predecessore, pochi giorni prima di defenestrarlo, usiamo in questo caso anche noi la cautela che la circostanza ormai ci impone, mentre giunge inaspettata in redazione una copia della diffida che è stata consegnata al Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Santa Croce Camerina. A quest’ultimo è stato chiesto ogni accorgimento neccessario al fine di valutare eventuali illeciti sul procedimento di demolizione messo in atto dal Comune di Santa Croce Camerina, fermo restando che Antonio Firullo, rappresentante della ditta privata “M&&CN” Srl, interessata a recuperare la struttura e l’area circostante, o la ditta che lui rappresenta, anticipa a chiare lettere che presenterà un apposito esposto-denuncia presso tutte le sedi giurisdizionali competenti. Firullo giustifica l’azione di contrasto intrapresa accusando il Comune di Santa Croce Camerina di avere agito, sembra, senza alcuna autorizzazione da parte della Sovrintendenza ai beni Culturali di Ragusa che, peraltro, pare abbia intimato a non procedere ad alcuna demolizione quanto meno fino alla Conferenza di Servizio del 5 giugno prossimo. Stiamo sereni (ma non troppo) cari lettori. L’intera vicenda ci terrà ancora col fiato sospeso, proprio come gli episodi della serie tv di Montalbano che hanno reso famoso il piccolo borgo marinaro, teatro dell’ accaduto che da oggi può vantare, a sorpresa, anche la presenza di un bravo compositore di versi: il dottore Barone.

Giusy Zisa


‘Mentre precipito e mi frantumo sull’asfalto in un attimo mi passa davanti tutta la mia esistenza. Nacqui tanto tempo fa, lo so le signore non dicono mai la loro età, ma . . . a questo punto non ha più tanta importanza, non credete? Per farvi un’idea pensate che ho visto partire i bastimenti da Punta Secca carichi dei prodotti agricoli di questa terra. Com’ero bella in questa foto della famiglia Marino, nel 1942. Quante storie ho vissuto! due guerre mondiali, sono scampata ai nazifascisti e ai bombardamenti, ho assistito allo sbarco degli angloamericani. Chi me lo doveva dire che…..Vissi tranquilla e beata fino agli anni sessanta quando a Punta Secca cominciarono a costruire case su case, addirittura anche sulla spiaggia e sugli scogli. Fui circondata da costruzioni in cemento armato, addirittura sul mio lato di ponente mi addossarono un orribile ecomostro di tre piani e a levante mi superfetarono degli orribili garages. Fui sede della Guardia di Finanza per essere poi definitivamente abbandonata. Negli ultimi quindici anni cominciai a sentire strani discorsi sul mio conto. fecero conferenze, riunioni… Quante attenzioni, quanti progetti sul mio conto! Ne fui addirittura lusingata. Pensai: “Voglio veramente servire questi laboriosi Santacrocesi”. E cominciai a pensare: “Chissà, potrei diventare un punto di riferimento e di servizio per tutti grandi e bambini. Magari mi tolgono di mezzo questo orribile e puzzolente groviglio di ferro e cemento che mi opprime a ovest e questi orribili box alla mia sinistra”. Sognai di essere al centro di una bella piazza, pensavo:”Sarò ristrutturata, rivalutata, mi noteranno tutti nella mia originaria dignitosa semplicità e sarò testimonianza per i più piccoli della storia dei propri nonni”. Darò per tanti anni ancora servizi a questi simpatici indigeni e ai turisti. A dire il vero, però, mi cominciai a preoccupare quando mio cugino, quel vanitosone del faro, dopo che gli dedicarono ben due pagine sul giornale, mi sussurrò:” stai serena “. “Perché dovrei stare serena?” Gli risposi preoccupata, toccandomi le parti basse, memore della sfiga che porta questa frase. Lui dall’alto mi disse: “Ho ascoltato certi discorsi sotto la mia ombra, ho sentito che vorrebbero demolirti, ma, tranquilla, ho anche sentito dire che sei protetta, tutelata, niente poco di meno che ope legis, quindi stai serena”. “Ope legis”, pensai: “ma allora significa che prima di abbattermi dovranno richiedere la cosiddetta mancanza di interesse al Ministro! Quasi quasi sto serena veramente”. C’era chi asseverava che ero stabile e quindi restaurabile e c’era chi diceva che potevo crollare e far male a qualcuno. Mettetevi d’accordo per favore! Non pensavo di crollare ero bassina di statura ed ero costruita con la stessa pietra di mia cugina, la torre, che stanno facendo bella. Beata lei. Semmai può crollare quell’ecomostro che mi porto a babordo. Ecco, demolite lui e quegli orribili garages a tribordo che mi fate pure un favore! Quante volte imprecai, ripulitemi! usatemi! ero sporca e piena di insetti e di topi, vero, ma non era mica colpa mia! Quante case nei centri storici sono lerce! Mica demolirete anche quelle? Quando, quella mattina del 22 maggio, sentii quel rumore sinistro di cingoli che non sentivo dal 10 luglio del 1943, capii subito che la mia storia terrena era finita. Addio amico mare, addio tramonti, addio amici pescatori . Addio sogni di gloria.  No non lo fate, gridai, io sono qui da più di un secolo, voglio ancora rimanere a testimoniare la storia a servire, no, no, non sono pericolosa non fatelo….. Ed eccomi qui a terra nella polvere con le mie nobili macerie ricoperte da ferraglie e frammenti di laterizi e cemento. E pensare che quello diceva che ero tutelata e che dovevo stare serena, ma lui che ne sa, è solo un faro. Addio.’

La ex caserma

oggi

7 Commenti

  1. giovanni

    27 maggio 2014 a 09:19

    Stupenda….leggendo quasi ci si commuove,il dott.Barone è riuscito a farci “rivivere” tra le righe quel senso di “patos”per un edificio che,a mio modesto parere doveva esser salvaguardato in quanto storia di punta secca….magari domani qualche brillante “capoccia” del comune decidera di abbattere il faro….perche ingombrante,e nello spazio che si creera metteremo dei bei tavolini,cosi da incentivare il turismo….certo si puo creare lo spazio,si possono creare i servizi,ma cio che non si puo creare nella “psiche” del “santacrocese” e la cultura,e il rispetto delle cose….andiamo avanti cosi….Altro che montalbano,potremmo girare il sequel del film (protagonista all epoca Silvester Stallone) demolition man,adesso in chiave moderna con il sindaco a far da protagonista e al posto del cattivo (all epoca Wesley Snipes)Mettere…..mmm fatemi pensare….già la ex caserma! Nuovo titolo demolition woman in tutte le sale dal 22/05/2014….

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  2. MARCO

    28 maggio 2014 a 15:06

    ma fatemi il favore…………….tutti sentimentalisti…. verso un rudere che avrebbe fatto ribrezzo anche restaurato
    suggerisco una bella lapide con foto.

    RIP

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  3. Giovanni Pascoli

    29 maggio 2014 a 18:28

    Scrivere un’ode per far capire cosa? Quanto è acculturato il poeta. Potrebbe scriverne un’altra da dedicare al TRE. Il numero perfetto dicono e che ogni notte ispira i suoi poetici sogni (o sono incubi?). Fai una bella trilogia o Sommo Poeta degli errori, politici e non solo, che stai collezionando da quando hai perso. Non basterebbe la Divina Commedia, molto commedia e poco divina nel tuo caso.

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  4. Luciana Caprara

    30 maggio 2014 a 11:58

    Secondo me non c’è nulla da capire. E’ un semplice pensiero , carino , elegante . Se ti senti sempre pinciuto caro Pascolo è perché , in fondo , hai il dente avvelenato. Ogni tanto , un po’ di sana e autoironia non farebbe male. Sei cattivo e si vede da come scrivi. Cattivo ! Per fortuna, tu e quei 4 gatti che siete rimasti ( contati ) ne avete ancora per poco di gestire la comunità chiusi la dentro. Tre , già , come gli anni che vi rimangono prima andarvene. Ciao cattivo !

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  5. montalbano

    1 giugno 2014 a 20:40

    Adesso avete rotto i cabbasisi……………Catarella prendi i fascicoli di sta ca…di caserma, vediamo perchè tutto stu trabbascio, mi sa che c’e’ puzzetta sotto, Catarellaaaaaaaaaaaaaa vedi nell’informaticcia ste persone cosa volevano fare, stanno lacrimando ad un ammasso di fetume e pietrume ……insomma spiegate chiaro che cosa era successo, piani pianetti, promesse promessine ma insomma qui a vigata si sentono dire tante cose, vogliamo indagare ???? cATARELLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA MA QUANDO TI CHIAMO NON CI SEI MAI, MIMI”’ DOVE STAI ????? FAZIOOOOOOOOO

    FORZA TUTTI ALL’OPERA, vediamo ste mcg mccc mi parano analisi del sangue, ma analizziamo analizziamooooooooo.

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  6. Franco

    3 giugno 2014 a 20:52

    Triste vedere come nessuno fa notare i 120mila euro per buttarla giù… e sono soldi NOSTRI. Per non parlare del milione di euro per fare il belvedere…

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  7. Santacrocese

    4 giugno 2014 a 11:42

    MONTALBANO sei tutti noi !!!

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