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Le melanzane appena raccolte finiscono al macero. Calpestate e triturate dai trattori accanto agli impianti serricoli di Santa Croce. Un gesto disperato dei produttori della fascia trasformata del ragusano che sono costretti, in questa fase dell’annata agraria, a svendere i loro prodotti alle industrie conserviere a 5 centesimi al chilo. Colpa della filiera eccessivamente lunga e di un mercato sempre più globalizzato con merce proveniente dall’estero, dai paesi del nord Africa, che ha invaso i mercati della provincia. I prezzi al mercato di Santa Croce segnano una flessione a doppia cifra. Da 1 euro al chilogrammo a 40 centesimi il pomodoro tondo, la zucchina da 60 centesimi a 10, la melenzana non quotata, il pomodoro ciliegino da 30 a 40 centesimi, e il peperone regge l’onda d’urto della crisi di mercato. Nessun articolo supera l’euro al chilogrammo e nei punti vendita sotto casa gli ortaggi hanno una quotazione al rialzo con aumenti, rispetto alle quotazioni al mercato generale, di oltre il 200 per cento.

«Il nostro appello è rivolto alla deputazione regionale e al neo assessore all’Agricoltura, Paolo Ezechia Reale – spiega il portavoce del Gruppo Agricoltori, Guglielmo Occhipinti – a convocare con urgenza un tavolo anticrisi per fronteggiare una situazione di vera e propria emergenza. Con il crollo dei prezzi si compromettere il futuro dell’economia della provincia. Ci sono aziende sul lastrico che non hanno più il potere economico per pagare i debiti pregressi. Famiglie che bussano alla porte del comune per chiedere un aiuto economico. Non chiediamo soldi, che sia ben chiaro, ma un intervento risolutivo per tutelare le nostre produzioni che sono l’eccellenza». Sono cinquecento le aziende serricole nel territorio comunale di Santa Croce con una produzione in serra di peperoni, zucchine, melanzane e pomodori su una superficie complessiva di 1 milione e 700 mila metri quadrati.

Cinquemila gli addetti dediti alla lavorazione e al confezionamento degli ortaggi per un fatturato annuo di 12 milioni di euro. Negli ultimi 4-5 anni gli ortaggi sono stati investiti da pesanti fasi critiche, dovute essenzialmente ad una estrema volatilità dei prezzi all’origine e allo scarso potere contrattuale dei produttori ortofrutticoli, alla forte concorrenza da parte del prodotto estero, spesso movimentato da dinamiche di puro stampo speculativo. «Si compromette l’inizio della nuova campagna agraria – afferma il presidente della Coldiretti di Santa Croce, Massimo Catalano – i produttori sono sul lastrico e fanno fatica a coprire i costi di produzione e di estione delle aziende. Le imprese di Santa Croce vogliono lanciare un messaggio forte alla classe politica con una manifestazione di protesta. La Coldiretti, inoltre, si sta organizzando a livello sezionale e provinciale con un direttivo per fare il punto della situazione».

Fonte: Il Giornale di Sicilia

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2 Commenti

  1. giuseppe testa

    5 giugno 2014 a 09:29

    risolverà tutto il marchio di qualità “Montalbano”.

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  2. un contadino ke lavora x il pane

    5 giugno 2014 a 14:51

    Nn è solo colpa del estero ma dobbiamo pensare che quando so vendeva cn i soldi c’erano i posteggi cioè coloro ke deve tutelarci ci fregava i soldi a noi pagava 1 euro e poi la vendono alle ditte 1.20 questo nn è giusto ecco xke si sta muorendo di fame è xke anke tante persone vanno a vittoria e nn vogliono sapere di vendere più qui a s.croce xke so fanno gli affari propri l’importante ke a fine anno si comprano la macchina sti stronzi e poi appena muore Il mercato ti dicono nn raccogliere xke nn si vende questo nn succede in altri mercati

    Rispondi

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